La reincarnazione è una favola

In questi ultimi decenni, anche in Italia sono andati aumentando sia la curiosità che l’interesse nei confronti di fenomeni orientali e, tra gli Italiani, si sono propagati pensieri e dottrine tra cui la più diffusa e radicata è proprio quella della reincarnazione. Vanno così di moda, religioni / filosofie (o alcuni aspetti delle stesse) che si pongono in alternativa al messaggio cristiano. In realtà, il vero problema è che il Cristianesimo autentico nel nostro Paese è pressoché scomparso e, di fatto, sconosciuto, e quindi il più delle volte la gente rinuncia a qualcosa che neppure sa bene che cosa sia. In generale, molti rinunciano al Cattolicesimo, pensando in questo modo di chiudere col Cristianesimo, o quanto meno di accantonarlo; Cristianesimo e Cattolicesimo, però, sono, per non pochi aspetti, due realtà ben diverse. Comunque, a prescindere da questi discorsi generali, prendiamo in considerazione una dottrina – la Reincarnazione – alla quale un numero crescente di persone dimostra di credere, chi in modo pieno e convinto, chi a livello di teorica ma anche concreta possibilità.

In generale (perché esistono varianti, ma cerchiamo di sintetizzare) la reincarnazione è la dottrina a carattere filosofico-religioso secondo la quale ogni anima, al momento della morte del corpo da essa abitato, continua a vivere passando in un altro corpo, dello stesso genere o di genere diverso (che può essere umano, animale, vegetale o minerale) fino a giungere – attraverso successive rinascite – alla liberazione da ogni vincolo con la materia.

Oltre che nella civiltà ellenica –  dove si è sviluppata principalmente a seguito delle idee dei filosofi greci Empedocle, Pitagora e Platone – la credenza nella reincarnazione è presente in diverse aree culturali della terra e in particolare in quelle dove prevalgono le religioni orientali, quali ad esempio l’Induismo e il Buddismo, che si basano sul concetto del samara, cioè sul ciclo di morti e di rinascite, con relative tecniche di liberazione da detto ciclo e con lo scopo di raggiungere la completa purificazione da una colpa originaria.

A prescindere dall’aspetto misterioso che la reincarnazione racchiude in sé e che affascina la mente e l’immaginazione di molte persone, il Cristianesimo la rifiuta in quanto essa è contraria alla volontà del Signore. La Bibbia – che è Parola di Dio – con le seguenti parole ci esorta, infatti, a purificare la nostra coscienza e a modificare il comportamento individuale tramite il ravvedimento e l’ubbidienza a Dio:

«Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, lussuria, mala concupiscenza e cupidigia, la quale è idolatria. Per queste cose viene l’ira di Dio sui figliuoli della disubbidienza»  (Lettera ai Colossesi 3:5-6)

Solamente Cristo – e non altri –  è in grado di purificare in modo valido ed efficace la nostra anima e cancellarne i peccati, come ci insegna l’Apostolo Giovanni allorquando dice che:

«Egli  [Cristo]  è la propiziazione [cioè il sacrificio salvifico, espiatorio] per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo»      

(1a Lettera di Giovanni 2:2)

La Bibbia, inoltre, afferma che l’essere umano è composto da due elementi: uno fisico e l’altro spirituale. Quando quello fisico viene meno a causa della morte, la parte spirituale “dorme” in attesa di essere rivestita con il nuovo corpo della resurrezione (cfr. 1a lettera ai Corinzi 15:42-54), un corpo che sarà completamente diverso da quello terreno, come insegna l’apostolo Paolo quando dice che:

«in questa tenda [che è il corpo umano] noi gemiamo, bramando di essere sopravestiti della nostra abitazione che è celeste»

(2a lettera ai Corinzi 5,2)

La Bibbia sostiene in maniera chiara e inequivocabile che si muore una volta sola, dopo di che ognuno sarà giudicato da Dio in base alle proprie scelte e ai comportamenti da lui tenuti mentre era in vita, come si legge nella lettera agli Ebrei:

«è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il Giudizio»

(Lettera agli Ebrei 9:27)

La Bibbia invita inoltre ogni persona a utilizzare con estrema attenzione il tempo a propria disposizione e sottolinea l’urgenza di doversi convertire, ma solo alla dottrina di Cristo e non alle illusorie filosofie umane perché:

«tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quando era nel corpo [cioè mentre era in vita sulla terra], secondo quel che avrà operato, o bene, o male»

 (2a lettera ai Corinzi 6:2)

Questa urgenza è dettata dal fatto che, scaduto il tempo terreno a nostra disposizione per la conversione, non ne potremo avere dell’altro, né qui in terra né nell’Aldilà, in quanto:

«la notte viene in cui nessuno può più operare»

(Vangelo di Giovanni 9:4)

A questo punto, chi è veramente convinto dell’esistenza della reincarnazione dovrebbe fare una spontanea e obiettiva considerazione pratica –  anche se del tutto umana – sui progressi che la nostra società moderna dice di aver tratto da essa.

Potrà allora constatare che la presunta purificazione ottenuta per mezzo di successive rinascite non determina affatto un progressivo miglioramento dell’anima – neppure minimo –  perché, se così fosse, il mondo dovrebbe, se pur lentamente, registrare un’evoluzione positiva, cosa che in realtà non accade. Accade, al contrario, che l’uomo si sta distaccando ogni giorno di più dalla Parola di Dio e, ignaro del destino eterno che lo aspetta, precipita sempre più vorticosamente nel baratro del peccato e dell’abbrutimento spirituale.

Facciamo allora nostra la preghiera che Mosè, a suo tempo, rivolse a Dio, per prepararci debitamente al Giorno del Giudizio:

«O Dio, insegnaci a valutare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio»

(Salmo 90:12)

 Il Vangelo ci indica la strada della nostra purificazione terrena, attraverso il nostro progressivo miglioramento e il perdono dei nostri peccati (che non elimineremo mai del tutto) tramite Cristo, per la Grazia di Dio. Di qui l’appello alla conoscenza del vero messaggio evangelico, al pentimento, alla conversione, ad un nuovo stile di vita secondo i dettami della Parola di Dio. Abbiamo tutti una sola vita, una sola carta da giocarci… usiamola bene!

Valerio Marchi

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