L’otto per mille

Come mai non partecipate alla distribuzione dell’otto per mille dell’IRPEF?

Il nostro sforzo consiste in una aderenza il più possibile completa alla vera legge che deve guidare i cristiani nelle loro iniziative e nel modo di concepire e gestire la Chiesa (ossia l’insieme dei cristiani stessi): questa legge è il Nuovo Testamento, dove Cristo e gli Apostoli ci fanno ben capire cos’è la Chiesa e come essa si deve organizzare.

Per quanto riguarda questo argomento specifico, la Parola di Dio insegna che i cristiani si devono autofinanziare per far funzionare la Chiesa, il cui unico scopo verso l’esterno è quello di predicare il Vangelo alla gente.

La Chiesa, secondo la Scrittura, si organizza unicamente su base locale: a Udine c’è la Chiesa di Cristo di Udine, a Trieste quella di Trieste, e via dicendo. Ogni comunità locale è autonoma e indipendente da ogni altra, dovendo rendere conto solo a Cristo della propria attività e fedeltà alla Sua Parola; ogni comunità si organizza dunque a sé, sempre secondo le indicazioni del Nuovo Testamento, e questo anche per ciò che riguarda la raccolta e la gestione dei propri fondi.

Ogni singola Chiesa di Cristo, infatti, vive come una famiglia, e come una famiglia deve far conto sulle proprie forze, anche economiche. Essa non deve dipendere economicamente – neppure in parte – da nessuno, tanto meno dallo Stato o da persone che non fanno parte di essa. Questo è uno dei modi che evidentemente il Signore usa non solo per educare e responsabilizzare i cristiani, ma anche per evitare loro di essere, in un modo o nell’altro, condizionati da realtà esterne.

Ogni cristiano contribuisce all’attività della propria Chiesa direttamente, senza passare attraverso la dichiarazione dei redditi; né i membri della Chiesa di Cristo vogliono ricevere qualcosa da chi non fa parte della Chiesa stessa, e questo non per disprezzo bensì – ancora – per insegnamento del Signore e per coerenza e correttezza verso se stessi e gli altri. Inoltre (e questo potrà sembrare strano, ma è così), la Chiesa non è stata istituita per scopi “umanitari, caritativi o sociali” – come scritto sul modello 740 – ma unicamente per predicare il Vangelo, ossia far comprendere a tutti che il vero problema dell’uomo è il peccato, dal quale ci si può salvare solo comprendendo l’opera redentrice di Cristo e convertendoci a Lui.

Oltre al fatto, dunque, che non abbiamo (e non vogliamo avere) strutture tali da poter stringere accordi con lo Stato (né vogliamo farlo), non sarebbe certo opportuno chiedere ad atei, cattolici, protestanti, buddisti, ecc., di contribuire per una predicazione ben distante dalle loro idee! Siamo ovviamente in grado di esporre meglio, con le Sacre Scritture, il fondamento di queste nostre affermazioni con ogni Lettore che lo vorrà.

Valerio Marchi

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