La beatitudine del perdono

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Salmo 119:1: «Beati quelli la cui via è senza macchia e che camminano nella legge dell’Eterno».

Salmo 32:1: «Beato l’uomo il cui peccato è perdonato».

Mi capita spesso di sentir dire, fra persone che dialogano: «Beato tu che puoi andare in ferie», oppure «che hai un buono stipendio, che puoi comprare quella macchina, che ti godi la pensione, che hai una bella casa, un buon lavoro», e avanti di questo passo.

Quello che non mi capita mai di sentire, invece, è questo: «Beato tu che sei cristiano». Spesso, anzi, oggi come oggi, se dici di essere cristiano molta gente ti guarda fra il perplesso e l’ironico, in qualche caso anche con un po’ di compassione.

«Se i morti non risuscitano, mangiamo e beviamo, perché domani morremo», dice l’apostolo Paolo nella 1ª Lettera ai Corinzi 15:32. Perché? È presto detto: perché secondo il pensiero comune la vita “è oggi”, le beatitudini sono solo terrene, palpabili, reali, attuali… Gli uomini “beati”, per chi non ha fede in Cristo, sono quelli che hanno o possano avere tutto il meglio (o presunto tale) delle cose materiali e carnali. Secondo Dio, invece i veri beati (che significa “benedetti, felici”) sono quelli la cui vita è condotta in armonia con la sua Parola.

«In verità vi dico che ai figli degli uomini sarà perdonato ogni peccato e qualunque bestemmia essi diranno» (Vangelo di Marco 3:28): se pecchiamo (e tutti siamo peccatori!) la Parola di Dio ci offre l’occasione di confessare le nostre colpe (il perdono di Dio, sia chiaro, implica sempre il nostro pentimento), di abbandonare i peccati, di essere perdonati e di riabilitarci (di convertirci, insomma) per comparire integri davanti al Signore. Questa è la vera beatitudine!

E non ci è lecito dire «no, io non ce la posso fare», perché sarebbe come dare del bugiardo a Dio, il quale ci assicura: «Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere» (1ª Lettera ai Corinzi 10:13).

Qualunque vero cristiano, ricco o povero, in salute o meno, può dirsi veramente beato già in questa vita, in attesa della risurrezione e della vita eterna, perché riceve ogni giorno, grazie al sacrificio di Cristo, la cosa più preziosa che ogni essere umano dovrebbe desiderare: un immeritato e inestimabile perdono dei propri peccati, e la possibilità concreta di migliorarsi.

Preghiamo e dedichiamoci ad essere tra queste persone, per diventare cristiani pienamente consapevoli del peso del peccato, cristiani obbedienti e fedeli che, con gioia, fanno il possibile per stare lontani da tutto ciò che è male per la propria anima. E ringraziamo continuamente il Signore per la sua pazienza, per le prove che pone davanti a noi nel nostro cammino, prove che si sono utili per crescere spiritualmente e per la preziosa opportunità di perdono che Dio continua a donarci. Senza il suo perdono, infatti, siamo perduti e questa vita non ha senso.

«Beato l’uomo che persevera nella prova, perché, uscendone approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a coloro che lo amano» (Lettera di Giacomo 1:12).

Remo Molaro

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