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	<title>santi &#8211; Chiesa Di Cristo Udine</title>
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		<title>Diventare santi</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 17:02:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[🎧 Ascolta questo articolo La venerazione dei santi, sviluppatasi nel corso dei secoli dopo Cristo, non esisteva al tempo di Gesù e neppure nei primi secoli d.C.: si tratta, infatti, di uno sviluppo della teologia e della tradizione cattolica che non ha&#160;nulla&#160;a che fare&#160;con il Nuovo Testamento. Nel suo prezioso libretto&#160;L’inizio dell’era Cristiana. Una ricchezza [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4ba7cb6bd6abcaa6a9d163d7ba37475a">La venerazione dei santi, sviluppatasi nel corso dei secoli dopo Cristo, non esisteva al tempo di Gesù e neppure nei primi secoli d.C.: si tratta, infatti, di uno sviluppo della teologia e della tradizione cattolica che non ha&nbsp;<strong>nulla</strong>&nbsp;<strong>a che fare</strong>&nbsp;con il Nuovo Testamento.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d85d4b1dd3361595857ec8458eaef939">Nel suo prezioso libretto&nbsp;<em>L’inizio dell’era Cristiana. Una ricchezza perduta</em>, l’illustre biblista Luigi Moraldi scrisse: «La fede cristiana dei primordi, interrogata seriamente, è in ogni generazione fonte di rinnovamento e di vita». Ebbene, nella fede dei primordi, nel Nuovo Testamento, non esiste l’idea che qualcuno, dichiarato dagli uomini “beato” o “santo”, possa intervenire dall’Aldilà nel mondo dei vivi o addirittura mediare tra Dio e gli uomini: solo a Dio spetta il giudizio sugli esseri umani, solo Lui&nbsp;<em>«renderà a ciascuno secondo le sue opere»</em>, dichiarandoli salvati o meno (Lettera ai Romani 2:6), e&nbsp;<strong>l’unico</strong>&nbsp;<strong>mediatore&nbsp;</strong>fra Dio e gli uomini è Gesù Cristo (1ª Lettera a Timoteo 2:5-6).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e8e41e90ad47d1b65c9359aa3eae9c11">Certo, se scorriamo i Vangeli, le lettere apostoliche e gli altri scritti neotestamentari incontriamo numerosissime volte termini quali “santo/i, santificato/i, santificare, santificazione”, ma sempre per indicare i credenti in Cristo&nbsp;<strong>ancora</strong>&nbsp;<strong>presenti</strong>&nbsp;su questa terra. Biblicamente, infatti, essere “santo” significa essere “separato”, nel senso di dedicato a vivere una vita retta e pura per seguire il Signore: e si tratta di una richiesta che Dio fa ad ogni cristiano, nessuno escluso. Per rendere l’idea, il termine “cristiano/i” ricorre solo tre volte nel Nuovo Testamento, mentre “santo/i”, o “santificato/i” è uno dei modi più comuni per indicare chi accoglie la Parola di Cristo e la pratica.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-340a799dc930d7ca49b9238edf7b4de9">Per porgere&nbsp;<strong>qualche esempio</strong>, ecco l’inizio di due lettere dell’apostolo Paolo, che costantemente chiedeva ai cristiani di compiere la loro&nbsp;<em>«santificazione nel timore di Dio»</em>&nbsp;(2ª Lettera ai Corinzi 7:1):&nbsp;<em>«Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso e fedeli in Cristo Gesù»</em>&nbsp;(Lettera agli Efesini 1:1-2);&nbsp;<em>«A voi tutti che siete in Roma, amati da Dio, chiamati santi»</em>&nbsp;(Lettera ai Romani 1:7). L’apostolo Pietro, poi, scriveva così ai fedeli:&nbsp;<em>«Come Dio che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta»</em>&nbsp;(1ª Lettera di Pietro 1:15). Infine, secondo l’Apocalisse di Giovanni (5:8) con&nbsp;<em>«preghiere dei santi»</em>&nbsp;si intendono quelle dei credenti che da qui si rivolgono al Signore, al “Padre nostro nei cieli” (Vangelo di Matteo 6:9).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-74fb5f0b63e5602eb83286fe3e3ca497">Rivolgendosi al Padre in preghiera a pro dei suoi discepoli, Gesù disse:&nbsp;<em>«Santificali nella tua verità; la tua parola è verità»</em>&nbsp;(Vangelo di Giovanni 17:17).&nbsp;<em>Santificarci</em>&nbsp;significa conoscere la Parola di Dio, credere in essa e purificarsi conformandosi ai voleri del Signore,&nbsp;<strong>modellando la nostra vita</strong>&nbsp;sul suo insegnamento e sul suo esempio (i veri discepoli, infatti, vivono nel mondo ma non sono del mondo, cioè non si adeguano ai parametri negativi di questo mondo: Vangelo di Giovanni 15:18-19 e 17:14-16).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1dcfa77242f87319f5c7ac015aecbdc1">La nostra santificazione è un’impresa personale entusiasmante e possibile (altrimenti il Signore non ce la richiederebbe), però necessita di fede, costanza e impegno, al punto che&nbsp;<strong>Gesù ha avvisato</strong>:&nbsp;<em>«Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita!»</em>&nbsp;(Matteo 7:13-14). E lo scrittore sacro Giacomo chiede ai cristiani:&nbsp;<em>«Purificate i vostri cuori!»</em>, mentre l’apostolo Paolo ha scritto che il Signore Gesù&nbsp;<em>«ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelate nelle opere buone»</em>&nbsp;(Lettera a Tito 2:14).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5f2a9ad8ab4133afb1bfa170d5f7c0b3">Attenzione: questa “impresa” spirituale<strong>&nbsp;è necessaria&nbsp;</strong>e va compiuta con l’insostituibile aiuto di Dio, se vogliamo presentarci preparati davanti a Lui nel giorno in cui ci chiamerà:&nbsp;<em>«Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo»</em>&nbsp;(1ª Lettera ai Tessalonicesi 5:23).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-52c91f58160c4f57a6112413de0ec715">Purtroppo, però, le persone ritengono in genere più comodo e facile vivere un po’ come pare loro e poi, eventualmente, richiedere l’intervento, diciamo anche la “raccomandazione” e l’<em>aiutino</em> di qualche nostro simile che –&nbsp;<strong>ci si illude</strong>&nbsp;– potrà intervenire a nostro favore… Ma non è così.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e3fc9795e81ae9e9910c891a004b4e47"><em>Valerio March</em>i</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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<p></p>
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		<title>Santo subito: istruzioni per diventarlo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 14:23:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi sono i santi secondo il Vangelo: eroi o "semplici" cristiani? Il termine "santo" è comunemente inteso come riferito a una persona defunta e ritenuta "speciale", che può mediare tra noi e Dio. Il Vangelo, però, non dice così...]]></description>
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<p class="has-drop-cap">Negli ultimi trent&#8217;anni, grazie soprattutto alla spinta impressa da papa Wojtyla, abbiamo assistito alla crescita esponenziale del numero di beatificazioni e santificazioni. Tempo addietro, per nominare i santi erano necessari decenni o addirittura secoli dalla morte del personaggio in questione, perché i processi di santificazione andavano molto per le lunghe. Oggi i tempi sono cambiati: si riescono ad accontentare in tempi da record i sostenitori di “candidati” da ogni parte del mondo, nominando i loro beniamini prima beati, e poi santi, a poca distanza dalla loro morte. Emblema del nuovo corso è l’ormai celebre “santo subito” gridato dalla folla ai funerali di papa Wojtyla. Il desiderio, quindi, è di veder diventare santo un personaggio <strong>del proprio tempo</strong>, qualcuno che faccia parte della storia presente e non del lontano passato. Riteniamo, però, che possiamo essere più ambiziosi di così, non accontentandoci della santità altrui e aspirando a qualcosa di migliore e di diverso: provare noi a <strong>diventare santi</strong> e subito! </p>



<p><strong>Un clamoroso equivoco</strong></p>



<p>La nostra proposta va vista alla luce dei contenuti del Nuovo Testamento (Vangeli, lettere apostoliche e Apocalisse). In esso infatti ricorre molte volte il termine “santo” come <strong>sinonimo di cristiano</strong>. Ad onor del vero, va detto che ci sono <strong>solo due contesti</strong> in cui viene usato il termine “cristiano”, mentre innumerevoli volte i credenti in Cristo si chiamavano tra di loro “santi”. </p>



<p>Leggiamo alcuni saluti dalle lettere agli Efesini, ai Colossesi e ai Filippesi: <em>Paolo, apostolo di Gesù Cristo per la volontà di Dio, </em><strong><em>ai santi</em></strong><em> che sono in Efeso e fedeli in Cristo Gesù.</em> </p>



<p><em>Paolo, apostolo di Gesù Cristo […]&nbsp;</em><strong><em>ai santi</em></strong><em> e fedeli fratelli in Cristo&nbsp;che sono&nbsp;in Colosse.</em>&nbsp;</p>



<p><em>Salutate tutti </em><strong><em>i santi</em></strong><em> in Cristo Gesù</em> […]<em>; tutti </em><strong><em>i santi vi salutano</em></strong><em>.</em>&nbsp;</p>



<p>La prima cosa che balza all’occhio è che <strong>i santi erano persone viventi</strong>, in quanto destinatarie delle lettere o mittenti dei saluti. Non si trattava pertanto di persone morte, né di eroi martiri della fede. Chi crede ai santi come a persone defunte da venerare e utilizzare come mediatrici tra sé stessi e Dio, incorre in un errore, in quanto la Parola di Dio non ci dà né comandamenti né esempi di culto dei morti. Inoltre <em>“C&#8217;è un solo Dio e anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” </em>(1a Lettera a Timoteo 2,5).</p>



<p><strong>I santi secondo il Vangelo</strong></p>



<p>Chi erano e cosa facevano? Erano persone speciali? Certo che sì! Ma non nel senso più largamente inteso. Erano infatti&nbsp; uomini e donne comuni, che i libri di storia non avrebbero mai nominato. Ma se per la storia ufficiale essi non contavano, erano invece molto importanti per Dio, in quanto avevano scelto di convertirsi a Cristo, distaccandosi dalle logiche e dalle ambizioni tipiche di questo mondo.&nbsp;</p>



<p>A comprendere meglio questo concetto ci aiuta la preghiera di Gesù, tratta dal Vangelo di Giovanni (17,16-17): <em>Essi </em>[i discepoli, cioè i cristiani]<em> non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella tua verità; la tua parola è verità.&nbsp;</em>Il termine <strong>santo</strong> <strong>significa appartato</strong>, messo da parte, separato. Tali diventano, rispetto al mondo, coloro che abbracciano la fede cristiana secondo la parola di Dio contenuta nella Bibbia (Vecchio e Nuovo Testamento). Teniamo a precisare che Dio non chiede agli uomini di andare a vivere isolati in un monastero, ma di <strong>vivere nel mondo senza appartenervi</strong>, perché, dice Gesù, <em>“il mio regno non è di questo mondo”</em> (Giovanni 18,36).</p>



<p>Abbiamo inoltre letto che<strong> la parola di Dio è la Verità</strong> ed ha il potere di santificare, cioè di rendere santi.</p>



<p>L’invito alla santità, ormai si è capito, non è rivolto ad aspiranti eroi, ma ad aspiranti discepoli di Cristo secondo il Vangelo: <em>come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta</em> (1ª lettera di Pietro 1,15). Santi subito si diventa dopo aver ascoltato il Vangelo, preso coscienza dei propri peccati (cioè delle trasgressioni della volontà di Dio), essersi pentiti e poi&nbsp; battezzati (da adulti!), iniziando a camminare come persone nuove, rigenerate (Cfr. Vangelo di Marco 16,16).</p>



<p>L’apostolo Paolo dice alle persone che avevano creduto e ubbidito al Vangelo: siete diventati santi “<em>per s</em><strong><em>pogliarvi</em></strong><em>, per quanto riguarda la condotta di prima, </em><strong><em>dell&#8217;uomo vecchio</em></strong><em> […] e per essere </em><strong><em>rivestiti dell&#8217;uomo nuovo</em></strong><em>, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità. Perciò, messa da parte la menzogna, ciascuno dica la verità al suo prossimo, […]. Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sul vostro cruccio;</em><strong><em> </em></strong><em>[…]. Chi rubava non rubi più, ma piuttosto si affatichi facendo qualche buona opera con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a chi è nel bisogno. Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l&#8217;edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano. </em><strong><em>[…]</em></strong><em>. Sia rimossa da voi ogni amarezza, ira, cruccio, tumulto e maldicenza con ogni malizia. Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo”. (Lettera agli Efesini 4,22-32). </em><br>Questa è la santità secondo Dio!</p>



<p><strong>Santi gli altri o santo io?</strong></p>



<p>Di sicuro è più facile andare in piazza ad osannare un eroe e tornarsene a casa pieni di emozione, lasciando però scorrere immutata la nostra vita, con le stesse miserie, le stesse cattive abitudini, gli stessi peccati di tutti i giorni. Diverso è assumersi le proprie responsabilità e capire che i veri santi non sono né morti né eroi, ma sono vivi e vegeti, consapevoli che la salvezza, la verità, la santificazione, avvengono solo ubbidendo alla parola di Dio e nient’altro! Questa santità è alla portata di tutti, perché Cristo è morto e risorto affinché <strong>tutti</strong> possano seguire le sue orme, con la prospettiva della vita eterna.</p>



<p class="has-text-color has-text-align-right has-vivid-cyan-blue-color"><strong><em>Andrea Miola</em></strong></p>
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