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	<title>Dio &#8211; Chiesa Di Cristo Udine</title>
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	<description>Al Vangelo delle origini</description>
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		<title>Le dimensioni dell&#8217;amore di Dio</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 17:48:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nella Lettera agli Efesini (3:18-19) l’apostolo Paolo afferma che, per mezzo di una fede che cresce e che matura, è possibile comprendere «la&#160;larghezza, la&#160;lunghezza, la&#160;profondità&#160;e l’altezza&#160;dell’amore di Cristo, che sopravanza ogni conoscenza». Una promessa letteralmente straordinaria: conoscere «radicati e fondati nell’amore», ciò che è al di là della conoscenza per come normalmente la intendiamo. Ci [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bb04bd56cf66760036d108963041b1ae">Nella Lettera agli Efesini (3:18-19) l’apostolo Paolo afferma che, per mezzo di una fede che cresce e che matura, è possibile comprendere <em>«la&nbsp;<strong>larghezza</strong>, la&nbsp;<strong>lunghezza</strong>, la&nbsp;<strong>profondità</strong>&nbsp;e l’<strong>altezza</strong>&nbsp;dell’amore di Cristo, che sopravanza ogni conoscenza»</em>. Una promessa letteralmente straordinaria: conoscere <em>«radicati e fondati nell’amore»</em>, ciò che è al di là della conoscenza per come normalmente la intendiamo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-debdd2aee619a99b699e7abf2962ee6a">Ci vengono indicate quattro dimensioni: scorriamole assieme, con qualche semplice osservazione e citazione. Al lettore chiediamo di provare a seguire leggendo i brani biblici che indichiamo, per trovare riscontro nel testo biblico e prendere – o aumentare – la propria confidenza con la Parola del Signore. A ciascuno, poi, spetta decidere se far abitare Cristo nel nostro cuore per mezzo della fede, come possiamo leggere nel versetto precedente a quelli sopra citati.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-da412c15c68ed9b21bc3a5151221dea4">LARGHEZZA. Il proposito di Dio è che tutti gli uomini, senza distinzione di razza, di status sociale, di sesso o altro, giungano a conoscenza della Verità e, seguendola, possano essere salvati. L’amore di Dio in Cristo è<strong>&nbsp;esteso a tutti</strong>, poi dipende ovviamente dalla risposta di ciascuno… (Vangelo di Matteo 28:18-20; Lettera ai Galati 3:28; 1ª Lettera a Timoteo 2:4).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-49179716efc24a13f7c8c571475aceab">LUNGHEZZA. L’amore di Dio non viene mai meno, non può essere scalfito da nulla e dura in eterno: è presente da sempre, è concreto ed evidente al presente (per chi vuole vederlo e farne esperienza, al di là delle brutture e degli orrori di questo mondo) e&nbsp;<strong>si proietta nell’eternità&nbsp;</strong>(1ª Corinzi 13:8; Efesini 1:4-5; 1ª Lettera di Pietro 3:9; Lettera ai Romani 8:18ss.)</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6ba820ff54cc4fe44d946e7c49c221d5">PROFONDITÀ: Dio ci ha&nbsp;<strong>così profondamente amati</strong>&nbsp;da farsi uomo e sacrificarsi per i nostri peccati, morendo di una morte fra le più atroci pur di farci capire quanto tiene a ciascuno di noi, mettendo a nostra disposizione il suo perdono: non perdiamo l’occasione, rispondiamo a questo immenso appello di amore! (Vangelo di Giovanni 3.16; Lettera ai Romani 8:32; 2ª Lettera ai Corinzi 5:18-21; Lettera agli Ebrei 4:15)</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bb4404aee18d49967798ab96316f8a38">ALTEZZA: Se rispondiamo all’amore di Dio, per fare la sua volontà, i nostri nomi saranno scritti&nbsp;<strong>lassù nei cieli</strong>, ovvero nella dimensione trascendente di Dio. Tradotto: il Signore Gesù preparerà un posto per noi nella vita eterna, allorché godremo di ogni possibile benedizione spirituale e saremo partecipi della gloria di Dio (Vangelo di Luca 10:20; Vangelo di Giovanni 14:1-2; Lettera agli Efesini 1:3; Lettera ai Filippesi 3:20-21)</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fe40123fdb2dfd79a0b89f73312ac379">È mai possibile non essere attirati da prospettive di questo genere?!? Proseguendo nello scrivere agli Efesini (3:19-21), Paolo ci incoraggia assicurandoci che è possibile essere «ripieni di tutta la pienezza di Dio»: una larga, lunga, profonda e alta comunione con Lui. Sembra incredibile, ma è così. E, sapendo che di fronte a tutto ciò potremmo essere colti da almeno una dose di incredulità, aggiunge che Dio è davvero in grado (altrimenti, che Dio sarebbe?) di «fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo»; e per questo aggiunge, rivolgendosi proprio a Dio: <em>«A lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli»</em>. Crediamoci, avviciniamoci al Vangelo!</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-887d61e122aace2153d6ee1cf92e453f"><strong><em>Valerio Marchi</em></strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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<p></p>
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		<title>Siccità spirituale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 11:48:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La carenza d’acqua sta diventando anche da noi un incubo. Bruttissima cosa, la siccità! E, purtroppo le proiezioni sull’immediato futuro non preannunciano niente di buono… Qui vogliamo però trattare di un genere di siccità che esiste a prescindere da quella materiale: parliamo infatti della carenza di una realtà essenziale per la nostra vita, ma da [&#8230;]]]></description>
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<p>La carenza d’acqua sta diventando anche da noi un incubo. Bruttissima cosa, la siccità! E, purtroppo le proiezioni sull’immediato futuro non preannunciano niente di buono…</p>



<p>Qui vogliamo però trattare di un genere di siccità che esiste a prescindere da quella materiale: parliamo infatti della carenza di una realtà essenziale per la nostra vita, ma da un punto di vista spirituale: la Parola di Dio, con tutto ciò che essa può generare in noi in vista di un corretto e profondo rapporto con il nostro Creatore.</p>



<p>In tutta la Bibbia l’acqua è simbolo di vita, di pulizia interiore, di rinascita, di prosperità: i riferimenti sono numerosissimi, ma ci limitiamo a ricordarne pochi, comunque più che sufficienti per evidenziare alcune verità fondamentali.</p>



<p>Il Salmo 1, ad esempio, nei suoi primi versetti, ci dice che chiunque apprezza e pratica la Parola di Dio è&nbsp;<em>«come un albero piantato lungo i rivi d’acqua, che dà il suo frutto nella sua stagione, le cui foglie non appassiscono e che prospererà in tutto ciò che fa»</em>: per questo dobbiamo desiderare l’<em>acqua</em>&nbsp;di Dio per dissetare le nostre anime e purificare le nostre menti e i nostri cuori.&nbsp;<em>«L’anima mia è assetata di te, a te anelo in terra arida e riarsa, senz’acqua»</em>: così Davide invoca Dio all’inizio del Salmo 63.</p>



<p>In un mondo che è perennemente colpito dalla siccità anche laddove l’acqua materiale abbonda – ossia in un mondo alieno dal Signore, secco, riarso, privo dei frutti dello Spirito – il vero credente è colui che ricerca il prezioso liquido vitale proprio come una persona assetata e disidratata brama intensamente l’acqua, sapendo di non poter vivere senza.</p>



<p><em>«Attingerete con gioia l’acqua dalle fonti della salvezza»</em>, prometteva un grande profeta a chi invocava e celebrava Dio con cuore puro (Isaia 12:3). La Parola di Dio, il suo amore, la sua guida, la sua salvezza sono preziose per il nostro spirito allo stesso modo in cui l’acqua è preziosa per il nostro corpo: senza, si muore. La differenza è che dell’assenza della acqua materiale ce ne accorgiamo subito e ne soffriamo automaticamente, perché gli effetti della sua mancanza sono immediatamente e inevitabilmente percepibili. Dell’assenza dell’acqua che deve nutrire il nostro spirito, invece, tendiamo a non accorgercene, oppure rischiamo di accorgercene troppo tardi, quando diventa difficile, o addirittura impossibile, reidratarsi… Se però ce ne accorgiamo in tempo, e corriamo ai ripari cercando il Signore, la nostra vita cambierà in meglio e la gioia riempirà il nostro cuore!</p>



<p>Un altro grande profeta accusò il popolo di Dio, in una fase molto negativa della sua storia, di avere costruito&nbsp;<em>«cisterne rotte»</em>, che non tenevano l’acqua, e di avere allo stesso tempo abbandonato Dio, unica&nbsp;<em>«sorgente d’acqua viva»</em>&nbsp;(Geremia 2:13). Tutte le volte che ci creiamo dei surrogati di Dio, che viviamo per obiettivi sbagliati o comunque limitati, destinati a disperdersi – proprio come l’acqua che fuoriesce inevitabilmente da una cisterna rotta – gemiamo nella siccità e perdiamo di vista l’acqua di Dio, quella che ci arreca la vita eterna.</p>



<p>Già, perché proprio questa è la promessa di Gesù: solo lui può donarci&nbsp;<em>«acqua viva»</em>&nbsp;da una&nbsp;<em>«fonte che zampilla in vita eterna»</em>, e solo grazie a lui&nbsp;<em>«sgorgheranno fiumi d’acqua viva da dentro di noi»</em>&nbsp;(Vangelo di Giovanni 4:10.14, 7:38). Nel libro che chiude la rivelazione biblica, ancora Gesù dice:&nbsp;<em>«Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell’acqua della vita»</em>. E l’invito finale delle Sacre Scritture è proprio questo:&nbsp;<em>«Chi ha sete, venga, e chi vuole prenda in dono dell’acqua della vita»</em>&nbsp;(Apocalisse 21:6, 22:17).</p>



<p>Per questo, ancora Gesù disse:&nbsp;<em>«Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati»</em>&nbsp;(Vangelo di Matteo 5:6). È decisivo, dunque, renderci conto della nostra sete, della nostra aridità, delle nostre siccità, se vogliamo essere reidratati e dissetati dal Signore.</p>



<p>Concludiamo riportando un&#8217;altra incoraggiante promessa che Dio rivolge a chi vuole veramente fare la sua volontà:&nbsp;<em>«Tu sarai come un giardino annaffiato e come una sorgente d’acqua le cui acque non vengono mai meno»</em>&nbsp;(Isaia 58:11).</p>



<p>Poniamo rimedio alla nostra siccità interiore!</p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>Valerio Marchi</strong></em></p>
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		<title>Vedere per credere o credere per vedere?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 06:33:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un giorno due ciechi chiesero a Gesù di essere guariti («Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!») e Gesù domandò loro:&#160;«Credete che io possa far questo?»&#160;(Vangelo di Matteo 9:27-28). Probabilmente, ogni volta che leggiamo questi versetti ci rendiamo conto di quanto la nostra fede, nonostante i nostri sforzi per farla crescere, sia ancora piccola… Credere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un giorno due ciechi chiesero a Gesù di essere guariti (<em>«Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!»</em>) e Gesù domandò loro:&nbsp;<em>«Credete che io possa far questo?»</em>&nbsp;(Vangelo di Matteo 9:27-28). Probabilmente, ogni volta che leggiamo questi versetti ci rendiamo conto di quanto la nostra fede, nonostante i nostri sforzi per farla crescere, sia ancora piccola…</p>



<p>Credere pienamente nel Signore significa non avere il minimo dubbio in alcuna situazione. Nel momento stesso in cui nei ragionamenti che riguardano il nostro rapporto con Dio inseriamo le parole: «ma… però… chissà… non si sa mai… eppure… e se…», dimostriamo di non avere la fede necessaria. Ciò non significa che dobbiamo essere degli sprovveduti, incoscienti che vanno allo sbaraglio: sicuramente nella vita occorre essere attenti, prudenti e previdenti nelle scelte per il presente e per il futuro… ma a tutto c&#8217;è un limite! Un limite che, grazie a una coscienza guidata dalla Parola di Dio, dovrebbe diventare ben chiaro.</p>



<p>Domandiamoci allora: in chi confidiamo veramente? Nell’episodio del Vangelo di Matteo che abbiamo citato, troviamo due persone che, nonostante la loro cecità, riuscirono a seguire Gesù e lo pregarono di ridar loro la vista: benché privi della vista naturale – o forse proprio per questo – essi erano consci dei propri bisogni, erano diventati avveduti e sapevano comprendere meglio di altri le cose spirituali. Infatti, chiamando Gesù «Figlio Di Davide», quei due uomini dimostrarono di riconoscerlo come il Messia tanto atteso in Israele e di essere certi che, per questo, egli avrebbe potuto senz’altro guarirli. Nel momento in cui Gesù mise alla prova la loro fede, domandando se lo credessero davvero in grado di restituire loro la vista, i due risposero subito in modo affermativo: in loro non vi fu nessuna esitazione, nessun «sì ma però…», nessun «speriamo bene…», nessun «forse».</p>



<p>E la nostra fede? È altrettanto sicura? Molti dicono: «Vedere per credere», mentre Dio dice: «<strong>Credere per vedere</strong>»! Già, perché il Signore non gradisce la fede che, prima di credere, chiede una conferma o un miracolo. Egli desidera invece che crediamo in lui semplicemente perché è il Signore. Quando la nostra fede diventa forte come quella dei due ciechi, allora anche i nostri occhi si aprono e finalmente ci vediamo bene, affrontando la vita in modo diverso, senza nessun timore, con la piena consapevolezza del fatto che&nbsp;<em>Dio può</em>.</p>



<p>Come va la tua fede? A che punto è? E perché non parlarne assieme davanti alla Parola di Dio? Come disse l’apostolo Paolo, infatti,&nbsp;<em>«la fede viene dall’ascolto della Parola di Dio»</em>&nbsp;(Lettera i Romani 10:17), quel Dio che, se ci affidiamo veramente a lui, può&nbsp;<em>«fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo e pensiamo»</em>&nbsp;(Lettera agli Efesini 3:20)!</p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>Remo Molaro</strong></em></p>
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		<title>Dio: rifugio, forza, aiuto</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 15:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Dio è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità. Perciò noi non temeremo, anche se la terra si dovesse spostare e se i monti fossero gettati nel mezzo del mare, e le sue acque infuriassero e schiumassero, e i monti tremassero al suo gonfiarsi». Troviamo scritto così nei primi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-483ea5563cedecc65bfbbc8bc8e38f53"><em>«Dio è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità. Perciò noi non temeremo, anche se la terra si dovesse spostare e se i monti fossero gettati nel mezzo del mare, e le sue acque infuriassero e schiumassero, e i monti tremassero al suo gonfiarsi»</em>.</p>



<p class="has-drop-cap has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9e3e23856f4d6306c6262edc48bf7e0e">Troviamo scritto così nei primi tre versetti del Salmo 46. I veri credenti sono grandemente benedetti in quanto hanno compreso che la loro salvezza e protezione non provengono né dalle ricchezze né, tanto meno, dalla potenza militare dello Stato in cui vivono, bensì solamente da Dio! Provate ad immaginare il peggio che possa capitare al pianeta terra: possenti eruzioni vulcaniche, trombe d’aria, tifoni, alluvioni, terremoti, tsunami, innalzamenti delle temperature, inquinamento selvaggio… insomma la totale distruzione dai monti al mare!<br>Poi, ancora, provate a pensare a un inquietante declino sociale a livello mondiale (proprio ciò che sta già rapidamente accadendo): le fondamenta stesse della società vanno in frantumi, i regni si rovesciano e si disgregano, le nazioni sono sempre più sconvolte non solo dal caos politico, economico e sociale, ma anche dalla guerra, mentre il pianeta è aggravato da problemi di inaudita intensità: virus, epidemie, carestie, siccità,<br>terrorismo, radiazioni mortali, persecuzioni religiose o politiche…</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6ae153ea7b92370a55f12a0b6cdc6f95">Ma Dio è sempre Dio, perciò il peggior scenario possibile non è comunque motivo di timore per chi crede davvero in Lui, secondo la sua Parola! E il vero cristiano, che nutre una vera e incondizionata fede in Lui, non dovrà mai tenere nulla, comunque vadano le cose in questa terra, perché Dio è con lui e lo attende presto la vita eterna nei Cieli.<br>Se ci crediamo veramente, allora prenderemo sicuramente la vita con più fiducia e, molto probabilmente, cominceremo a fare di più la volontà di Dio e di meno gli affari nostri.<br></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-338ec854f1e2cd25e4fe99c961a1e166">Infatti, <em>«se Dio è con noi, chi mai potrà mai essere contro di noi?»</em>: così scrive ed esorta l’apostolo Paolo in Romani 8:31.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bc9f45a671776f95d79b1658c5952560"><strong><em>Remo Molaro</em></strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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<p></p>
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		<title>Dare a Cesare e a Dio</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2022 20:37:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[🎧 Ascolta questo articolo «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio»: è la celebre frase di Gesù, riportata nei Vangeli di Matteo 22:15-22, Marco 12:13-17 e Luca 20:19-26, che tutti abbiamo prima o poi pronunciato e sentito pronunciare, peraltro spesso fuori luogo, alla stregua di un [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d111e5025a1fc002a527d385afa8a8a2"><em>«Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio»</em>: è la celebre frase di Gesù, riportata nei Vangeli di Matteo 22:15-22, Marco 12:13-17 e Luca 20:19-26, che tutti abbiamo prima o poi pronunciato e sentito pronunciare, peraltro spesso fuori luogo, alla stregua di un proverbio popolare e in modo banalizzante. Ma il principio espresso è serissimo e decisivo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8f402bb14fa17e49d39bb099e067765a">Di fronte al tentativo di comprometterlo con il potere e con il popolo, Gesù chiarì che gli ambiti dell’autorità umana e dell’autorità divina vanno tenuti distinti, individuando il giusto principio della dipendenza da Dio e, di conseguenza, la giusta indipendenza di fronte allo Stato: il problema si pone per il credente, è chiaro, e in primo luogo per chi si fa guida religiosa di altri.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-682ea976c60db299e29d372b725d8d9b">A ben guardare, poi, Gesù non ha messo Dio e Cesare sullo stesso piano, perché l’accento cade sulla seconda parte della frase: dare a Dio quel che è di Dio, ovvero ribadire in ogni contingenza politica i diritti di Dio. Dobbiamo rispettare sia l’autorità terrena sia quella celeste, ma la seconda, in caso di incompatibilità, deve sempre prevalere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3153c0f4240594d363dae544cb67980a">Gesù dunque non ha disconosciuto il potere terreno, secolare; anzi, ha precisato che se esso esiste è perché Dio permette che sia così, altrimenti nessuna società sussisterebbe (altro discorso è la qualità di quel potere, che riguarda tutti, credenti oppure no). Il Vangelo di Giovanni 19:11 riferisce questa frase rivolta dal Signore a Pilato: <em>«Tu non avresti alcun potere su di me se non ti fosse dato dall’alto»</em>. Un concetto analogo sarà poi ribadito nel Nuovo Testamento sia nella Prima Lettera di Pietro (2:13-17) sia nella Lettera di Paolo ai Romani (13:1-7), che esortano i cristiani a ubbidire alle autorità umane stabilite. Tuttavia, nessun potere politico, civile o d’altro genere può sostituirsi alla coscienza religiosa delle persone.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-69f291c9c4b95c30418790a0f2663ab4">Lo stesso Gesù avrebbe potuto accordarsi con Erode Antipa, con Pilato e con il Sinedrio, piegandosi alle loro mire, alle loro concezioni della vita e del potere; tuttavia, di fronte all’esigenza di rimanere fedele al Padre, egli andò fino in fondo e affrontò la croce. <em>«Per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità»</em>: così disse, secondo il Vangelo di Giovanni 18:37, al governatore romano. D’altronde, qualche tempo prima anche Giovanni il Battista si era rifiutato di fare il giullare di corte di Erode Antipa, del quale anzi aveva denunciato corruzione e immoralità, rimettendoci la testa (l’episodio è narrato sia in Matteo 14.1-12 che in Marco 6:14-29 – un accenno anche in Luca 9:7-9).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c653eff125d3dc202fc237738548c63e">Una decina di anni dopo Erode Agrippa I, re di Giudea, acclamato dal popolo come se fosse un Dio, nel suo delirio di onnipotenza fece uccidere l’apostolo Giacomo, anch’egli fermo senza indugi nella sua fede. La vicenda è narrata nel dodicesimo capitolo degli Atti degli Apostoli, dal quale sappiamo altresì che agli esordi della comunità cristiana di Gerusalemme gli apostoli Pietro e Giovanni, ai quali era stato intimato da un tribunale umano di tacere, di non annunciare più il Vangelo, avevano risposto: <em>«Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini»</em> (5:29 – vedi anche 4:19) e per questo subirono percosse e ingiurie.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2ab9df3e397feb5bcfc756223655b49d">Nel corso dei secoli, poi, ci sono sempre stati quanti, in frangenti anche drammatici, sono diventati strumenti dei poteri terreni. Altri invece (e non pochi) hanno continuato ad affermare la propria libertà, per preservare ad ogni costo la coerenza rispetto a Dio, per non essere complici di ciò che Egli aborrisce. L’argomento è sempre, sempre di attualità.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-247d6cbb43163c69bb20ebfb473e5658"><em><strong>Valerio Marchi</strong></em></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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		<title>Cos’è la Bibbia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 10:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[🎧 Ascolta questo articolo DefinizioneIl termine “Bibbia” deriva dal greco e significa “i libri”. In effetti, la Bibbia (comunemente chiamata anche Sacra Scrittura) è un libro composto da tanti libri, scritti nel corso di un lunghissimo periodo storico (circa 1400 anni), eppure legati da un comune progetto, la cui continuità è stata garantita da Dio. L’ispirazioneEgli [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Definizione</strong><br>Il termine “Bibbia” deriva dal greco e significa “i libri”. In effetti, la Bibbia (comunemente chiamata anche <em>Sacra Scrittura</em>) è un libro composto da tanti libri, scritti nel corso di un lunghissimo periodo storico (circa 1400 anni), eppure legati da un comune progetto, la cui continuità è stata garantita da Dio.</p>



<p><strong>L’ispirazione</strong><br>Egli ha infatti guidato, o come suol dirsi “ispirato” i vari profeti e scrittori sacri nella stesura dei testi. Tali testi, dunque, sono stati materialmente scritti da uomini, e sono indubbiamente specchio delle loro diverse e peculiari attitudini, oltre che dell’ambiente e del contesto storico in cui essi sono vissuti; ma ciò non toglie che è il messaggio divino ciò che essi portano, un messaggio spirituale che – in quanto tale – rimane eternamente valido, sempre attuale.</p>



<p>Come ha scritto l’apostolo Pietro nella sua prima lettera, al capitolo 1, versetto 24:&nbsp;<em>“Ogni carne è come l’erba, e ogni sua gloria come il fiore dell’erba. L’erba diventa secca e il fiore cade; ma la parola del Signore rimane in eterno”</em>. L’apostolo Paolo, a sua volta, ci assicura che&nbsp;<em>“ogni Scrittura</em>&nbsp;[della Bibbia]&nbsp;<em>è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”&nbsp;</em>(seconda lettera di Paolo a Timoteo 3:16-17).</p>



<p><strong>La lingua e la struttura</strong><br>Le lingue originali in cui è stata scritta la Bibbia sono l’ebraico l’aramaico per l’Antico Testamento; il greco per il Nuovo Testamento.</p>



<p>L’Antico Testamento è la prima grande sezione della Bibbia, che inizia col libro chiamato “Genesi” e termina con quello dell’ultimo profeta prima di Cristo (Malachia). La seconda grande sezione, il Nuovo Testamento, inizia con la venuta di Cristo e termina col libro profetico dell’Apostolo Giovanni chiamato “Apocalisse” (o “Rivelazione”).</p>



<p><strong>L’Antico Testamento</strong><br>L’Antico Testamento comprende 39 libri. I primi cinque (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), scritti sotto l’autorità di Mosè, il grande profeta e condottiero di Israele, vengono generalmente chiamati “Pentateuco” (che significa “cinque astucci”, perché gli scritti, su papiro o pergamena, venivano conservati in appositi contenitori) e in essi troviamo la “Legge di Mosè” (i dieci Comandamenti e tutte le altre prescrizioni morali e rituali del popolo eletto, Israele).</p>



<p>Vi sono poi i libri cosiddetti “storici”, che narrano varie vicende del popolo di Dio (ad esempio, i libri di Samuele o dei Re), altri che raccolgono preghiere, invocazioni, principi di saggezza spirituale (es. Salmi, Proverbi), altri che riportano la predicazione dei profeti (es. Isaia, Geremia, Daniele, Malachia).</p>



<p><strong>Il Nuovo Testamento</strong><br>Il Nuovo Testamento comprende 27 libri, a partire dai quattro Vangeli (Matteo, Marco, Luca, Giovanni), per proseguire con gli Atti degli Apostoli (in pratica, la nascita e lo sviluppo della Chiesa di Cristo nel I secolo), le Lettere apostoliche (es. lettere di Paolo ai Corinzi, agli Efesini, a Timoteo) e, come già detto, l’Apocalisse di Giovanni.</p>



<p><strong>Quale traduzione?</strong><br>E’ importante sapere che la Bibbia è una sola. Non esiste, come molti pensano, una Bibbia diversa per le diverse confessioni religiose (gruppi protestanti, cattolicesimo romano o ortodosso, mormoni, ecc.). Esistono invece, per forza, diverse traduzioni: per essere letta nelle lingue moderne, infatti, la Bibbia deve ovviamente essere tradotta. Molte (e in genere molto buone ed accurate) sono le traduzioni (o “versioni”) disponibili, eseguite da autori di diverse tendenze confessionali. Noi della Chiesa di Cristo di Udine consigliamo in particolare la “Diodati” e la “Luzzi” (dal nome dei traduttori), non solo perché sono versioni fedeli, ma anche perché sono prive di note esplicative, il che ci sembra più corretto. Fra le pochissime da sconsigliare segnaliamo quella dei “testimoni di Geova”, che presenta in diversi punti delle clamorose alterazioni dei testi originali.</p>



<p><strong>I libri deuterocanonici</strong><br>Sottolineiamo inoltre il fatto che le versioni cattoliche aggiungono all’Antico Testamento altri sette libri (es. quelli dei Maccabei), i quali in realtà non fanno parte della Bibbia: s’è trattato di una scelta che, come devoti delle Sacre Scritture, non possiamo condividere.</p>



<p><strong>Per una facile ricerca</strong><br>Ogni libro della Bibbia è stato suddiviso in capitoli e versetti, per facilitare la ricerca e la citazione dei vari passi. Ad esempio, se voglio indicare la prima lettera di Pietro, capitolo 1, versetto 24, scriverò: 1Pietro (oppure I Pietro) 1:24 (oppure 1,24); se voglio indicare più versetti consecutivi, scriverò 1Pietro 1:20-25; se voglio indicare più versetti sparsi in uno stesso capitolo, 1Pietro 1:5.20.24. Per comodità si possono anche usare delle abbreviazioni; ad esempio: Matteo = Mt; 1Pietro = 1Pt; 1Corinzi = 1Cor; Deuteronomio = Dt; 1Samuele = 1Sam, e via dicendo.</p>



<p><strong>Importanza della Bibbia</strong><br>La Bibbia, come abbiamo già accennato, è necessaria e sufficiente per conoscere la volontà di Dio in ordine al nostro rapporto con lui e alla nostra salvezza (leggi ad esempio Apocalisse 22:18-19). Essa ci esorta ad attenerci sempre a quanto vi è scritto, senza nulla aggiungere e nulla togliere. Essere semplici e veri Cristiani significa dunque mettere in pratica la Parola del Signore senza aggiungere alla Sacra Scrittura altre fonti d’autorità parallele (gerarchie, tradizioni, credi, concili, teologie, filosofie, società-guida e via dicendo). Per il Cristiano, l’Antico Testamento è Parola di Dio quanto il Nuovo, con l’avvertenza però che il primo è servito di preparazione al secondo, e dunque serve principalmente a comprenderlo ed a spiegarlo, essendone l’anticipazione storica secondo il piano di salvezza di Dio. Il Cristiano dunque si fonda innanzitutto sul Nuovo Testamento, letto e praticato come prodotto finale dell’Antico; il Nuovo Testamento dà dunque senso e compimento a tutta la Bibbia.<br></p>
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