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	<title>Articoli Biblici &#8211; Chiesa Di Cristo Udine</title>
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	<description>Al Vangelo delle origini</description>
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		<title>La parabola del granello di senape</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 10:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando il piccolo diventa grande Tra le parabole presenti in tutti e tre i Vangeli sinottici c’è quella del Granello di Senape, in&#160;Matteo 13:31-32,&#160;Marco 4:30-32&#160;e&#160;Luca 13:18-19. Prendiamo la versione di Marco:&#160;«Diceva ancora: «A che paragoneremo il regno di Dio, o con quale parabola lo rappresenteremo?&#160; Esso è simile a un granello di senape, il quale, [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5e82c5fd5e2baf98129477eda8042e5a"><strong>Quando il piccolo diventa grande</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-81602b9a8b6a0efa3a91adb3e52bff34">Tra le parabole presenti in tutti e tre i Vangeli sinottici c’è quella del Granello di Senape, in&nbsp;<strong>Matteo 13:31-32</strong>,&nbsp;<strong>Marco 4:30-32</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Luca 13:18-19</strong>. Prendiamo la versione di Marco:&nbsp;<em>«Diceva ancora: «A che paragoneremo il regno di Dio, o con quale parabola lo rappresenteremo?&nbsp; Esso è simile a un granello di senape, il quale, quando lo si è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma quando è seminato, cresce e diventa più grande di tutti gli ortaggi; e fa dei rami tanto grandi che alla sua ombra possono ripararsi gli uccelli del cielo.»</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8be4a2ed7bd2c44aedea317066f27f18">Il racconto inizia con&nbsp;<em>«</em><strong><em>Il Regno di Dio è simile a un granello di senape</em></strong><em>»</em>. Ed ecco subito la similitudine: Regno dei Cieli = granello di senape; con questo Gesù vuole rendere comprensibile qualcosa che non possiamo vedere e di cui non abbiamo un’esperienza diretta (il Regno dei Cieli), paragonandolo a un elemento noto a tutti (il granello di senape).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-823cccba177c751c3f2d51c22c57a841">All’epoca la senape era una spezia comune, a basso costo, facile da coltivare e capace di crescere in modo esponenziale. Chiunque poteva coltivarla.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9199dd038d75f01b9d7f892d13727722">Da questa similitudine il Signore lascia intendere come il Regno dei Cieli sia alla portata di tutti, come afferma Paolo nella Lettera ai Galati 3:28: non ci sono persone di Serie A e persone di Serie B, nessuno è interdetto dalla meta designata da Dio per gli uomini. Allo stesso tempo, però, arrivarci richiede impegno. Così come la senape va coltivata, serve tempo e cura per crescerla e farla sviluppare, anche l’accesso al Regno richiede uno sforzo: accogliere e custodire la Parola del Signore nel cuore. È un processo fatto di tempo, attenzione e cura e, come ricorda Matteo 7:13-14, non è semplice: la porta è stretta e pochi sono quelli che vi entrano, la via è tortuosa e pochi sono quelli che la percorrono; questo perché pochi uomini purtroppo sono disposti a dedicare tempo, fatica, costanza e impegno a Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4506016c58b1eaaf013984577f0c89cb">Gesù prosegue dicendo:&nbsp;<strong><em>«Quando è seminato è il più piccolo, ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi»</em></strong>. Il seme è minuscolo, ma produce un frutto grande. Perché? perché sostenuto da Dio e dalla Sua volontà. Emerge quindi in primo luogo la potenza di Dio e del suo Vangelo, capace di produrre effetti inaccessibili a qualsiasi libro, parola o pensiero umano ed è la dimostrazione che a Lui&nbsp;<strong><em>«Nulla è impossibile»</em></strong>, per citare Luca 1:37.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c6b00997480ac43a89a6a8a6e90b7b48">Allo stesso tempo, la Parola del Signore deve essere sparsa, deve essere fatta conoscere a quanti più possibile: è qui che ogni cristiano può e deve fare la propria parte. Gesù, infatti, prima di ascendere al cielo ha affidato agli apostoli (e anche a noi oggi) il compito centrale di predicare la Parola di Dio a tutti (Matteo 28:19-20), e per fare ciò è necessario il nostro impegno, la nostra costanza e la nostra perseveranza fino alla fine.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e849174ebd3c7c9647040e445772df70">In questo contesto possiamo anche cogliere come la parabola contrapponga il Regno di Dio ai regni terreni. Questi ultimi possono partire con grandi premesse, gonfiati dall’orgoglio, le aspirazioni e l’arroganza umane, ma, come dimostra il racconto, non raggiungono, né raggiungeranno mai la grandezza, la potenza e la durata del Regno dei cieli; non sono altro che brevi parentesi destinate a essere soppiantate o a dissolversi nel tempo, mentre l’unico regno che dura in eterno è quello di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9169e9e9ffaf63ff5ffb423ceb9fe2c2">Gesù continua e termina la parabola dicendo&nbsp;<strong><em>«… e fa rami tanto grandi che alla sua ombra possono ripararsi gli uccelli del cielo»</em></strong>. Qui egli ribadisce la potenza di Dio e la sua superiorità sopra ogni cosa, ma introduce anche un’immagine davvero dolce e consolatoria del Regno di Dio. Quale e in che modo? Per rispondere cerchiamo di dare un’interpretazione alle figure degli uccelli: che cosa/chi rappresentano?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ba55adfd58ce8545d6d5b6669373e9f7">Gli uccelli qui possono rappresentare i cristiani. E proprio come l’albero della senape dona riposo e ombra ai volatili, anche il Regno dei Cieli donerà riposo, pace e sollievo ai credenti. Emerge così anche l’immagine dolce, consolatoria del luogo preparato da Dio: un posto sicuro, una dimora in cui trovare ristoro e serenità eterni. Un’abitazione stabile per sempre, per riprendere la 2ª Lettera ai Corinzi 5:1ss.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f7aed236d8a0af3631ec6146ed7b8b72">Pace e sollievo da cosa? Dalle ingiustizie e dai torti subiti, dalle sofferenze e dalle fatiche della vita: tutte cose che Gesù non ha mai nascosto: in Matteo 10:38 dice esplicitamente che per essere cristiani c’è una “croce da portare”, e nel Vangelo di Matteo 11:30, che vi è un&nbsp;<strong><em>«giogo»</em></strong>&nbsp;a cui sottomettersi… Non è facile, nessuno ha detto che lo sia: prima si è parlato di&nbsp;<strong><em>«porta stretta»</em></strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>«via tortuosa»</em></strong>&nbsp;perché il credente deve affrontare prove, difficoltà che possono rivelarsi anche pesanti. Ma… c’è un “ma”: MA&nbsp;<strong>la ricompensa è di inestimabile valore</strong>!</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7011cad06275f557eb7aaede1728f5c2">Abbiamo visto quante cose possiamo ricavare da una storia brevissima, lunga solo un paio di versetti… e quante altre cose ci possono essere che qui non abbiamo ho colto, e che possono aver colpito qualcun altro.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8659ccd7c8ee196d0c1721af8a45d45d">Ricapitolando, cosa possiamo ricavare di prezioso da questa parabola?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-dbd78e2a831847676acba2174c042d55">Prima di tutto, la&nbsp;<strong>potenza inarrivabile di Dio</strong>, che ancora oggi si manifesta nel&nbsp;<strong>Vangelo</strong>.&nbsp;Milioni sono i libri pubblicati, molti i capolavori della letteratura, ma la Bibbia è l’unico testo in grado di salvare veramente le vite, come spiega Paolo a Romani 1:16. Ogni singolo libro che la compone, ogni singolo racconto, ogni singolo versetto all&#8217;interno della Scrittura può veramente far crescere quel granello di senape, e abbiamo visto i grandi effetti che quel minuscolo semino produce.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c7fe3649ee2193eaf91a8126ef98168a"><strong>Molti regni potenti&nbsp;</strong>(e spesso anche malvagi)<strong>&nbsp;sono venuti sulla terra o verranno a dominare su di essa</strong>, ma non sono altro che piccole piantine in quanto a grandezza e durata rispetto al Regno dei Cieli: la massima espressione della potenza di Dio. E noi a quale vogliamo aderire e puntare? A quello che sembra grande all’inizio, che si gonfia e si prefissa obiettivi umanamente grandi, ma che alla fine rimane piccolo come un ortaggio, che si dissolve dopo qualche tempo, rimanendo alla fin fine un misero puntino nella storia? Oppure a quello che appare piccolissimo all’inizio, perché magari rifiutato, deriso, non considerato dal mondo, ma che poi diviene agli occhi di Dio più grande e forte di tutti gli altri, e rimane tale per sempre? A noi la scelta!</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e1de15cc9f8bf56cbd442b23d77e8c53">Abbiamo un ruolo importante nelle nostre vite, un compito di grande&nbsp;<strong>onore</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>onere</strong>: la&nbsp;<strong>predicazione del Vangelo</strong>. È un onore perché siamo parte di un piano meraviglioso stabilito da Dio, e per lui possiamo giocare la nostra parte; è anche un onere perché ci richiede impegno, sacrifici, costanza e, talvolta, fatiche. Spandere e spargere il più possibile il seme della sua Parola per far conoscere il Vangelo non è semplice, ma tutti a modo nostro dobbiamo farlo: con il buon esempio, una buona parola, delle buone azioni, delle preghiere. Ecco uno dei compiti principali che il Signore ci ha affidato: contribuire alla crescita e allo sviluppo della pianta di senape che rappresenta il Regno di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-52b9fe0c426e0c7990c5fda0e97b0c63">E poi, che grande consolazione è per noi sapere che Dio si serve della nostra opera, del nostro impegno, della nostra fede per far crescere il suo Regno, per contribuire alla schiera dei salvati e, per usare il linguaggio biblico, per portare sempre più uccelli a ripararsi sotto i suoi rami? Essere&nbsp;<strong>strumenti nelle Sue mani</strong>&nbsp;è un enorme privilegio!</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3ff5b29dde25cab7bdd335b30bcc40c0">L’immagine del seme di senape è anche un monito per le nostre vite, perché ci richiama all’<strong>umiltà</strong>: non gonfiamoci e non inorgogliamoci, anzi, abbassiamoci, come quel semino piccolo, perché così saremo innalzati nei cieli con Dio, («chi si abbassa sarà innalzato…»: Vangelo di Luca 14:11) e diverremo, grazie al Signore, più grandi e forti di tutte le ingiustizie, le sofferenze e i torti ricevuti durante questa vita terrena.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-73473dda5d96666bca00e364fa3355ad">La parabola in oggetto ci fa riflettere anche sul fatto che,&nbsp;<strong>se agiamo con Dio</strong>, per Dio, mettendolo al primo posto nelle nostre opere, ecco che anche&nbsp;<strong>noi diventiamo davvero forti</strong>&nbsp;(Lettera agli Efesini 6:10), perché, come abbiamo detto, a Dio nulla è impossibile. Anche noi, insieme a Dio, possiamo davvero fare ogni cosa: la consapevolezza di averlo al nostro fianco ci aiuta a non demordere, ad affrontare le prove con maggior determinazione e a perseverare in quella via stretta e tortuosa che è stata tracciata dal Signore.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-61d4ea6ee1836974d91728466e4dbd24">Anche se i risultati che otteniamo con le persone attorno a noi sono inferiori alle nostre aspettative, se raccogliamo pochi frutti rispetto a quanto abbiamo seminato o stiamo seminando per Dio, non abbattiamoci: il Signore è sempre insieme a noi, non smette di camminare al nostro fianco con tutta la sua potenza e fino alla fine dobbiamo onorare il compito/la missione che ci è stata affidata.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-67b09d843da2ef0cc5e2ff442fab1bb1">Inoltre, anche se (come possiamo vedere clamorosamente oggi) il male, le sofferenze, le violenze, la malvagità (e tante altre cose negative) si espandono a macchia d&#8217;olio coinvolgendo e influenzando negativamente tanta parte dell’umanità, questa parabola ci ricorda che anche il Vangelo ha questa capacità, ma ovviamente in modo positivo. Basti vedere nell’antichità, nei primi secoli, quando lo sviluppo del cristianesimo fu esponenziale: proprio come il semino della senape che da minuscolo diviene grande. Da pochi nuclei in Israele il messaggio di Cristo si espanse in tutto il mondo, e <strong>ancora oggi questo può accadere!</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7567ffc5d6f75c369ab00a0029e42eff">E infine, attraverso l’immagine dolce degli uccelli nella parabola, riparati tra i rami della pianta della senape, emerge la&nbsp;<strong>ricompensa</strong>&nbsp;promessa da Dio ai cristiani per mezzo del sacrificio di Gesù, che rappresenta la meta delle nostre vite: trovare riposo e ristoro eterno nel Regno dei cieli.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2d01ca3fba0f3045877836609f8925fc"><em><strong>Samuele Meton</strong></em></p>
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		<title>Le parabole di Gesù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 09:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
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					<description><![CDATA[Gesù, durante il suo passaggio su questa terra, come è noto a tutti, credenti e non, predicò attraverso l’utilizzo di molte&#160;parabole. Nei Vangeli ne troviamo, infatti, una quarantina. Ma&#160;cosa sono le parabole? Dal punto di vista dell’etimologia, Il termine “parabola” deriva dal greco&#160;parabolè, letteralmente “mettere accanto”: quindi fa riferimento a un&#160;confronto, un paragone. Quindi, le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6d5bb3ef0e7324567da8d6c98a65af1b">Gesù, durante il suo passaggio su questa terra, come è noto a tutti, credenti e non, predicò attraverso l’utilizzo di molte&nbsp;<strong>parabole</strong>. Nei Vangeli ne troviamo, infatti, una quarantina.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-58f0af9672518e39bf21afe8c7717f08">Ma&nbsp;<strong>cosa sono le parabole</strong>?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c9e5ad339257eb491772b507107da00a">Dal punto di vista dell’etimologia, Il termine “parabola” deriva dal greco&nbsp;<strong><em>parabolè</em></strong>, letteralmente “mettere accanto”: quindi fa riferimento a un&nbsp;<strong>confronto</strong>, un paragone. Quindi, le parabole sono in primis racconti molto brevi, anche di pochissime righe, che esprimono una similitudine fondamentale al loro interno.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-710cdc40a9a7f3bf847849e8502a6c17">Un’altra domanda è:&nbsp;<strong>su cosa si basano</strong>?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ea85b2ea2b5c63bca1f897b9138996e3">Su aspetti concreti della vita quotidiana, quadretti di vita lavorativa, avvenimenti legati al mondo naturale: insomma, su tutto ciò che è facile da concepire, da immaginare e da comprendere per gli uomini.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9abd7605f333660291bb72045caf4ce7">Le parabole hanno, di conseguenza, sempre&nbsp;<strong>un significato molto semplice</strong>&nbsp;e immediato da cogliere, ma, allo stesso tempo,&nbsp;<strong>uno più profondo</strong>: è proprio qui che si “nascondono” gli insegnamenti e i principi fondamentali che Gesù intendeva (e intende ancora) trasmettere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7fbdacf8db0da2f42edbc5e8cd8173f9">Ma&nbsp;<strong>perché proprio le parabole</strong>?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-121dc30c91c8cf81074ed4382e9a984a">Perché insegnano in modo “pratico” l’essenza del Vangelo, andando&nbsp;<strong>dritte al punto</strong>, permettendo al Signore di veicolare concetti centrali del suo messaggio anche senza prediche lunghe, di coinvolgere maggiormente chi ascoltava (e chi legge la Bibbia ancora oggi),<strong>&nbsp;spingendoci a riflettere personalmente</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7b6b33971aa8aebb1bbc5aa57f0bee41">Non solo, ma le parabole sono anche la realizzazione di una profezia (di secoli prima), quella che leggiamo al Salmo 78:2: «<em>Io aprirò la mia bocca per esprimere parabole, esporrò i misteri dei tempi antichi</em>», ripresa in Matteo 13:35. Esse rappresentano il compimento di qualcosa di predetto, e perciò la manifestazione, di un&nbsp;<strong>progetto</strong>&nbsp;più grande, irraggiungibile per il pensiero umano.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2e0456ff0bf24db00bb152221263e70f">Emerge una&nbsp;<strong>duplice funzione</strong>&nbsp;di questi racconti. Da un lato essi rendono accessibili principi complessi, semplificano e rendono alla portata di tutti alcuni aspetti ineffabili, difficilmente immaginabili per l’uomo. Dall’altro non danno risposte già pronte, ma chiedono uno sforzo di comprensione, spesso uno schieramento all’interno delle storie e una riflessione personale per cogliere il loro significato più profondo, l’essenza del messaggio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-96e2365ea9de85f52f81842041720967">E ancora: quello che si trae (o non si trae) dalle parabole può anche cambiare anche da persona a persona, in base alla sensibilità, all’estrazione culturale, al carattere e al vissuto dei singoli, oltre al tempo che vi si dedica. Marco 4:33 ricorda: «<em>Con molte parabole di questo genere esponeva loro la parola,&nbsp;<strong>secondo quello che potevano intendere</strong>»</em>: da questo passaggio non solo capiamo che anche gli apostoli (e quindi anche noi oggi) non comprendevano sempre a fondo tutti i significati che Gesù voleva veicolare, ma anche che la stessa parabola&nbsp;<strong>può colpire persone diverse in modi diversi</strong>, portare qualcuno a considerare maggiormente alcuni aspetti piuttosto che altri. Sono quindi testimonianze della ricchezza del testo biblico, che in pochissime righe può nascondere tantissimo. Ce ne rendiamo conto quando le leggiamo e rileggiamo più volte: in prima battuta veniamo colpiti da un principio particolare, poi da altri; e quando ci ritorniamo a distanza di tempo, capita di cogliere elementi che mesi o anni prima non avevano neanche sfiorato la nostra mente.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d1b7d0947eb2e46e9aa1e4ac4157e184">Le parabole sono altresì dei&nbsp;<strong>testi senza tempo</strong>, sempre attuali o attualizzabili, perché anche se raccontate migliaia di anni fa possono influenzare il nostro pensiero e il nostro modo di vivere ancora oggi.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e67347aa58e4dbf41cfff99e06acfdca"><em>Samuele Meton</em></p>
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		<title>Nell’amore non c’è paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
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					<description><![CDATA[Il messaggio rivoluzionario nella I lettera di Giovanni al capitolo 4 Viviamo in un tempo in cui la paura sembra essere diventata il sentimento dominante. Le cronache quotidiane parlano di guerre, crisi economiche, instabilità politica, malattie, solitudine e incertezza sul futuro. A queste paure collettive si aggiungono quelle più intime: il timore di fallire, di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5ac81341e544122b166032d83d0ac626"><strong>Il messaggio rivoluzionario nella I lettera di Giovanni al capitolo 4</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-faeaf10f4b32b21a4224e53d4e9fa149">Viviamo in un tempo in cui la paura sembra essere diventata il sentimento dominante. Le cronache quotidiane parlano di guerre, crisi economiche, instabilità politica, malattie, solitudine e incertezza sul futuro. A queste paure collettive si aggiungono quelle più intime: il timore di fallire, di non essere amati, di perdere le persone care, di non avere un domani sicuro.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e716aade9378f47a1ea98179bc06a7aa">La nostra società ci presenta un uomo inquieto, spesso schiavo della propria sofferenza interiore. La paura genera preoccupazione; la preoccupazione alimenta l’ansia; l’ansia può trasformarsi in angoscia e tristezza e sebbene queste condizioni si distinguano sul piano clinico, nella vita quotidiana si intrecciano fino a imprigionare il cuore dell’uomo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-20528bc26a523e2be39469f46870158e">È proprio in questo contesto che le parole dell’apostolo Giovanni risuonano con una forza sorprendente:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-028f00fa46e6d71f3cc6d36c5792777b">«<em>Dio è amore… Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura»</em><br>(1ª Lettera di Giovanni 4:8,18).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-87994b1417d1a44856d62d63aab95a89">Queste affermazioni non sono semplicemente poetiche, rappresentano una delle più profonde definizioni di Dio contenute nell’intera Scrittura.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1338a1b83cf9ced4c8ddb087bee58ccf"><strong>L’UOMO VIVE NELL’EPOCA DELLA PAURA</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-19570c938ce4646e5f946525c0cb2e2d">La paura accompagna l’essere umano fin dalle origini. Essa può manifestarsi come semplice prudenza oppure assumere forme più profonde e paralizzanti.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c90ec1df3ff5839c3806ead5a64ce749">Abbiamo paura della solitudine, paura del futuro, paura della malattia, paura dell’abbandono, paura del giudizio degli altri e forse più di ogni altra cosa paura della morte.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6c41e5d76690060a2762fd6ab54044af">Ogni epoca ha avuto le proprie paure, ma la nostra sembra averle moltiplicate. La tecnologia ci permette di conoscere in tempo reale ogni tragedia del pianeta, alimentando una costante sensazione di precarietà.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4081bc6f53eb8612ca6ea3ad9da9b24b">Esiste però una paura ancora più profonda: quella di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-950275a54d820e781ecbe90dffe97729">Per secoli molti hanno conosciuto Dio soprattutto come un giudice severo da placare. La paura dell’inferno, del castigo e della condanna è stata spesso utilizzata come strumento di controllo religioso. È innegabile che nella storia alcune istituzioni ecclesiastiche abbiano alimentato questa visione attraverso pratiche coercitive e una spiritualità fondata più sul timore che sull’amore.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f5e2a7917962e1bcffb6346809583628">Questa prospettiva ha influenzato anche molti pensatori moderni.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6694af21f0d4cee58da67253b61ac4c5">Nel 1927 il filosofo Bertrand Russell, nel celebre discorso&nbsp;<em>Perché non sono cristiano</em>, sostenne che la religione nasce essenzialmente dalla paura, paura dell’ignoto, della morte e dell’insuccesso.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-462d03fe6e09fc0ccefb9b89fbba1a8e">Pur non condividendo la sua conclusione, è interessante osservare come Russell descriva una religiosità costruita sul timore, ed è proprio questa concezione che l’apostolo Giovanni demolisce.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0da2ffdb9127ab67f0857e6073bdbd38"><strong>DIO NON È DEFINITO DALLA PAURA, MA DALL’AMORE</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-612d723c1802b825f39928c68c5b2b03">L’affermazione “Dio è amore” rischia di apparire oggi quasi scontata, in realtà è una dichiarazione rivoluzionaria.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-baf1480e9c358f839e54027e3c9f16a4">Giovanni non dice semplicemente che Dio ama, ma qualcosa di molto più profondo, dice che&nbsp;l’amore appartiene all’essenza stessa di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-78e3af9381b37677592d5ebe1e696710">Naturalmente questo non significa che Dio sia soltanto amore nel senso sentimentale del termine. Dio rimane perfettamente santo, giusto e retto, tuttavia, il suo agire verso l’uomo nasce sempre dal suo carattere amorevole.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5720b24e709e04b1b5ce4724f4af0c02">Il punto decisivo è un altro, non dobbiamo definire Dio partendo dalla nostra esperienza umana dell’amore, sempre limitata e imperfetta, dobbiamo invece comprendere che cos’è il vero amore guardando a Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd851d9849be0e27441c19e6a545c162">È Lui il modello, la misura, la sorgente.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-66c5f2a056d4fe9750f3c11db0ccd8f6"><strong>L’AMORE PERFETTO CACCIA VIA LA PAURA</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-24feaac27a57a3f643583054ede35b64">Giovanni, come abbiamo visto, scrive:&nbsp;<em>«Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo.»</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bbae516fd8af87a2552874b94bfb99e0">Il contesto del passo è fondamentale. L’apostolo non sta parlando di ogni forma di paura, non intende dire che il cristiano non proverà mai timore davanti ai problemi della vita. Sta parlando della paura del destino eterno, chi vive nella certezza dell’amore di Dio non vive nell’angoscia della condanna.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b7529721503cea752034de96350471ba">L’immagine è straordinaria, la paura viene “cacciata via”, il verbo greco descrive un’espulsione energica. L’amore di Dio non si limita ad attenuare la paura, la allontana in maniera definitiva, perché il cristiano sa che Cristo ha portato su di sé il castigo dovuto al peccato e la certezza del perdono produce pace.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-55dc729b3c4c5609a4c0b414fac3ba20"><strong>IL RAPPORTO CON DIO CAMBIA COMPLETAMENTE</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-887334e4dbc4df6f5afb635582b221c4">La Scrittura presenta due modi molto diversi di rapportarsi a Dio. Il servo obbedisce perché teme la punizione mentre Il figlio obbedisce perché ama il padre.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6dfca9dfd060e6d2410a1fa3357b66c6">Gesù stesso dichiarò ai suoi discepoli:&nbsp;<em>«Non vi chiamo più servi… ma vi ho chiamati amici»</em>&nbsp;(Vangelo di Giovanni 15:15).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bd43ccf4fdd8613f4d68375697f9427e">Anche Paolo ricorda:&nbsp;<em>«Tu non sei più servo, ma figlio»</em>&nbsp;(Lettera ai Galati 4:7).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-69fe148286cbff2a6fd7678fc83f7b21">L’obbedienza non nasce dalla paura di essere respinti ma dalla gratitudine di essere già stati accolti. Questo, tuttavia non elimina il santo timore di Dio. La Bibbia continua a parlare del timore del Signore come di un atteggiamento di profondo rispetto, riverenza e adorazione (Lettera ai Filippesi 2:12; 1ª lettera di Pietro 2:17). Ma questo timore è completamente diverso dalla paura servile di chi teme soltanto il castigo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5e8a061d68ffb9864d24568b9085913d"><strong>L’AMORE TRASFORMA IL MODO DI VIVERE</strong></p>



<p>Quando il cristiano comprende davvero di essere amato da Dio, cambia il suo modo di affrontare la vita, perché l’amore genera fiducia, la fiducia genera serenità e la serenità produce libertà. Questo non significa vivere senza difficoltà, ma affrontarle sapendo di non essere soli, perché l’amore di Dio diventa la forza che permette di superare la paura. Come scrive Paolo:&nbsp;<em>«Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?»</em>&nbsp;(Lettera ai Romani 8:31).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3a031bd1934e1e8956db97e5c3e9c8b1"><strong>TRE ATTEGGIAMENTI CHE ALIMENTANO UN AMORE SENZA PAURA</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8afe3ea0920cc40ecab5c513b2c77bc7">La speranza in Cristo non è semplice ottimismo, è la certezza che Dio mantiene le sue promesse.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5d4444d3514d6edc9f7ab2d6c52189fe">1. <strong>Coltivare la speranza</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-59790479c7372c023d52b5247a2591f5">Una testimonianza straordinaria e toccante proviene dai bambini rinchiusi nel campo di concentramento di Terezin durante la Seconda guerra mondiale. In mezzo all’orrore più indicibile e alla morte come unica prospettiva di liberazione (su 15 mila, solo pochi centinaia riuscirono a salvarsi) uno di loro scrisse:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-82f68a7f3a2ed0896e406f107657eb97"><em>Il sole ha fatto un velo d’oro<br>Così bello che il mio corpo duole.<br>Sopra, i cieli gridano il blu.<br>Convinto, ho sorriso di qualche errore.<br>Il mondo è in fiore e sembra sorridere.<br>Ho voglia di volare, ma dove? Alto come?<br>Se sul filo spinato le cose possono fiorire,<br>Perché non potrei anch’io? Non voglio morire.</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b5990fc2967c9daf5165008d3fc2c7a0">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;(Anonimo,&nbsp;<em>Una sera lieta</em>, 1944)</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f77fb28e622322ad77368c24c935d56d">Queste parole mostrano quanto potente possa essere la speranza anche nelle circostanze più drammatiche.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6223602f9c5da21e602b9a048d0e877b">L’apostolo Paolo afferma:&nbsp;<em>«La nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria»</em>(2ª Lettera ai Corinzi 4:17-18). La fede permette di guardare oltre ciò che è visibile.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f825c9274ca10047d68be98d437b3b4a"><strong>2. Vivere con il coraggio della fede</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e3e8f7ff11b55802b72c3cdf96920e1a">Il coraggio non consiste nell’assenza della paura, consiste nel non permettere alla paura di governare le nostre decisioni.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-61636f132990025bb604d47a8540626f">Paolo Borsellino affermò: “È normale che esista la paura, in ogni uomo; l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti “</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6cb4be465e16db7a9afb8d2a6bc587db">Il Cristiano può affrontare il futuro confidando nella promessa di Dio:&nbsp;<em>«Io non ti lascerò e non ti abbandonerò… Il Signore è il mio aiuto; non temerò»&nbsp;</em>(Lettera agli Ebrei 13:5-6). La fede non elimina ogni incertezza, ma ci permette di attraversarla con fiducia.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fe3d4f72b43d051516141ec2dfc726db"><strong>3. Imparare la gratitudine</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bf6bb5da616fa20fe8d7ca46ef8190c8">Tra le virtù, la gratitudine è forse una delle più trascurate ed è la più difficile da trovare, vera e spontanea sulle labbra e nel cuore degli uomini.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4a7df47f5f029e46ef1e6a528acab9a4">Quando Gesù guarì dieci lebbrosi (Vangelo di Luca 17:11-19), solo uno tornò indietro per ringraziarlo e la domanda di Cristo rimane ancora oggi attuale:&nbsp;<em>«E gli altri nove dove sono?».</em>Gli altri, nella gioia della guarigione, se ne erano andati, dimenticando l’Uomo-Dio che li aveva guariti. C’è una differenza cruciale tra i nove e l’uno. I nove non sono cattivi, sono semplicemente distratti dal mondo, dimenticano subito Dio nella frenesia del vivere nel mondo. A volte è difficile tornare indietro, capire quello che Dio ha fatto per noi. Il rischio dell’ingratitudine ci colpisce spesso nella vita di tutti i giorni, figuriamoci verso Dio, ma non esiste un vero progresso morale e una vera maturità spirituale se non c’è nel nostro cuore una profonda e sincera riconoscenza verso il Padre celeste.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bf162f4b124d22555d8ef007179e322e">La gratitudine riconosce che tutto ciò che possediamo è dono della grazia di Dio e ci ricorda che viviamo sostenuti dalla sua provvidenza, dalla sua misericordia e dal suo perdono. Un cuore riconoscente è anche un cuore libero dalla paura, perché sa che il Dio che ha provveduto ieri continuerà a provvedere domani.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9f05cc108dec7d8411e53947083df39d"><strong>LA CERTEZZA CHE CAMBIA OGNI COSA</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b772a5943ecf94ef7ea5f8388f36352c">Viviamo in un mondo che continua ad alimentare nuove paure. Il Vangelo, invece, annuncia una buona notizia radicalmente diversa. Dio non desidera governare i suoi figli attraverso il terrore, li attira mediante il suo amore e il cristiano non vive nella costante angoscia di essere rifiutato, ma nella certezza di essere stato accolto in Cristo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7a432d5d9f3c4c4977711f6d18f3b9dd">Questa sicurezza non conduce alla superficialità, bensì a una vita di obbedienza, fiducia e riconoscenza, per questo Giovanni può concludere con una delle affermazioni più luminose dell’intero Nuovo Testamento:&nbsp;«Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura.»</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fcbcddac217a94d691556c27a315f1cd">Quando comprendiamo davvero l’amore di Dio manifestato in Cristo, la paura non scompare magicamente da ogni circostanza della vita, ma perde il suo dominio sul nostro cuore ed è proprio questa certezza che rende il Vangelo una buona notizia per ogni uomo e per ogni donna di ogni tempo.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2b2adbb5f8dc48770b54cd0d9bd147d6"><em><strong>Gianni Berdini</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;immancabile conforto del Signore</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 16:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[senso della vita]]></category>
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					<description><![CDATA[🎧 Ascolta questo articolo «È una grazia del Signore che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono finite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la fedeltà del Signore!» (Lamentazioni di Geremia 3:22-23). Questo è un brano biblico molto potente e&#160;ricco di speranza. Il libro delle Lamentazioni descrive momenti di grande sofferenza e distruzione [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c504e903b0e5a80fb80cbf7a9997f841"><em>«È una grazia del Signore che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono finite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la fedeltà del Signore!» </em>(Lamentazioni di Geremia 3:22-23).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2e2caf9165ce1140828f41950d136771">Questo è un brano biblico molto potente e&nbsp;<strong>ricco di speranza</strong>. Il libro delle Lamentazioni descrive momenti di grande sofferenza e distruzione (la caduta di Gerusalemme ad opera dei babilonesi), eppure il profeta Geremia trova modo e lucidità per riconoscere la fedeltà e la misericordia costanti di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3d7641f1a0a6dd5348afa608629a0568">L&#8217;immagine delle compassioni che&nbsp;<strong>si rinnovano ogni mattina</strong>&nbsp;è particolarmente toccante, ci commuove, perché suggerisce che ogni nuovo giorno porta con sé una nuova opportunità, un nuovo inizio, una nuova manifestazione della grazia divina. Non importa quanto difficile sia stato il giorno che è passato: ogni alba porta con sé la fedeltà di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0a95f4c563c8794d1e6aa7f812ca621d">Questo versetto deve essere fonte di profondo&nbsp;<strong>conforto</strong>&nbsp;quando attraversiamo momenti difficili, ricordando che anche nelle circostanze più buie la misericordia di Dio rimane costante e affidabile.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4347e9311fc65393df7b9b2c86d14353">Spesso viviamo portando con noi piccole lamentele quotidiane, ci lamentiamo per il mondo che non va come vorremmo, per il clima che ci disturba, per un imprevisto che ci scombina i piani o per una parola che ci ha ferito; così facendo, senza un po’ alla volta il nostro cuore si appesantisce, e perdiamo di vista la&nbsp;<strong>grandezza dell’amore di Gesù</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-74e0890364118ebb51e96fc821fcf9b3"><em>«Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute, affinché siate irreprensibili e puri, figli di Dio»</em>, ci dice l’apostolo Paolo (Lettera ai Filippesi 2:14-15).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0dd13e06371126d8e4c1b43f75a6a024">Proviamo allora a chiudere gli occhi e a immaginare gli ultimi giorni di Gesù:&nbsp;<strong>vedremo un Gesù</strong>&nbsp;che non si lamenta del tradimento di Giuda né dell’ostilità dei capi religiosi né dell’indifferenza o addirittura della crudeltà di molti né del rinnegamento di Pietro… e che non protesta per il dolore che lo attende né per l’abbandono da parte dei suoi discepoli.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f615981a4df1e81b39a4549cb3b92626"><em>«Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; come agnello condotto al macello…»</em>: lo raffigurò così, secoli prima, un eccelso profeta (Isaia 53:7)</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-010578514a2f0602d9b0152f3c85bd66">Gesù cammina in silenzio. Accetta con fede, forze e dignità ogni umiliazione, ogni colpo, ogni ferita. E lo fa&nbsp;<strong>per amore</strong>, per ciascuno di noi. Per noi che ancora non eravamo nati, e che pure eravamo già nel suo cuore.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c5caa7d9b52350883e2d2acc1c0b865d">Noi ci lamentiamo per un piccolo peso sulle spalle, mentre lui ha portato sulle sue&nbsp;<strong>la croce più pesante</strong>: quella del nostro peccato. Ci lamentiamo facilmente per una parola aspra, mentre lui ha sopportato il disprezzo di una folla che lo derideva. E tutto questo lo ha fatto per amore:&nbsp;<em>«Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici»&nbsp;</em>(Vangelo di Giovanni 15:13).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-70157e46df6fe4e340631dab9b17ca2e">Il suo è stato (ed è) un amore senza calcoli, senza misura, un amore che si dona anche a chi non comprende, che perdona anche chi insulta e ferisce. Perciò, la prossima volta che un piccolo ostacolo si frappone tra noi e la serenità, fermiamoci un istante per ricordarci che l’amore di Cristo è la nostra forza, la nostra risposta,&nbsp;<strong>la nostra pace</strong>. Egli ci dice infatti: «<em>Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo»&nbsp;</em>(Vangelo di Matteo 11:28)</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1ef8ec5713f452d33f7d38ffbee464b9"><strong>Non siamo soli e abbandonati</strong>. Non siamo dimenticati. Dio ci guarda con tenerezza e compassione e rinnova ogni giorno la sua fedeltà, le sue promesse verso di noi. Fermiamoci dunque in silenzio, un silenzio che nasce dalla gratitudine e dalla fiducia. Dio ci esorta:&nbsp;<em>«Fermatevi, e riconoscete che io sono Dio»</em>&nbsp;(Salmo 46:11).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-62b0e9e662d49998f88c249ccbbc4091">Lasciamo che quel silenzio diventi preghiera, che diventi abbandono, che diventi pace. Viviamo con gratitudine, senza lamentele, riconoscendo che ogni giorno è un dono, un’opportunità, e che l’amore di Cristo, con la sua morte in croce, ha dato&nbsp;<strong>un senso alla nostra vita</strong>&nbsp;e l’ha resa piena:&nbsp;<em>«Ringraziate in ogni cosa, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi»&nbsp;</em>(1ª Lettera ai Tessalonicesi 5:18).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7d001cc8027dc8fcdb0e52fa420348a3">Gesù dice ancora:&nbsp;<em>«Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo»</em>&nbsp;(Vangelo di Giovanni 16:33).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8a8a3200c1ec9cc0c817372fbda6384d">Apprestiamoci a vivere ogni giornata con questa&nbsp;<strong>certezza</strong>: con piena fiducia nel suo perdono, nella sua consolazione, e nella sua vittoria sul mondo, e preghiamo:&nbsp;<em>Signore, troppo spesso le nostre labbra si aprono per lamentarsi e il nostro cuore si appesantisce per ciò che manca, mentre tu hai accettato tutto in silenzio, per amore mio. Tu non ti sei lamentato del dolore, non hai risposto all’offesa, hai guardato al Padre e hai continuato ad amare. Insegnaci, Signore, a tacere davanti all’ingiustizia, a sopportare con pazienza i piccoli dolori della vita, a riconoscere che nulla ci manca quando abbiamo te accanto. Fai che ogni lamentela diventi preghiera e che ogni fatica diventi offerta gradita a te. Donaci un cuore riconoscente, che sa ringraziare per ciò che c’è, che sa scorgere la tua mano anche nelle tempeste più oscure, nei momenti più difficili della vita.</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6765219b7d245f11041feab1a03ad7a0">Padre, nel silenzio della nostra cameretta vogliamo incontrarti, nel silenzio vogliamo ascoltare la tua voce e nel silenzio ritrovare la pace che&nbsp;<strong>solo tu</strong>&nbsp;puoi donare. Gesù ci rassicura:&nbsp;<em>«Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo»&nbsp;</em>(Vangelo di Giovanni 16:33).</p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Remo Molaro</em></strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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<p></p>
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		<title>La saggia follia di Dio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 19:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo in un tempo in cui secoli di storia e di progresso stanno producendo più diffidenza che stupore di fronte alla potenza dell’Incarnazione. Riscopriamo Il progetto divino che rovescia la logica umana e apre la via alla vita eterna! ]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1e38bdb161db0714f5c76b5c99d7f5d6">Viviamo in un tempo in cui secoli di storia e di progresso stanno producendo<strong> più diffidenza che stupore </strong>di fronte alla potenza dell’Incarnazione. Un’affermazione provocatoria dell’apostolo Paolo sul senso della missione di Cristo è utile come spunto di riflessione su quanto Dio ha fatto per l’uomo e su cosa c’entri ognuno di noi in tutto questo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-edb517e0a8d8cdc64c658707bfcf1f89"><em>«Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? </em>[…]<em> Ciò che è follia di Dio è più saggia degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini». </em>(1ª Lettera ai Corinzi 1:20-24)</p>



<p class="has-text-align-left has-vivid-red-color has-white-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-7888b9c07da2cf4a029bd01f31bd7dab"><strong>Il progetto sorprendente di Dio</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-df5409abcb84e7f69935187ef80e1508">Chi crede in Dio non può ignorare che Egli ha concepito e rivelato un disegno sorprendente: offrire a ogni essere umano la possibilità di salvarsi l’anima e <strong>vivere per sempre con Lui</strong>, oltre i confini di questa vita terrena.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e73b60200a5ee0021bfc9c3ec7de81b8">La tappa decisiva di questo piano si è compiuta quando Dio stesso <strong>ha scelto di avvicinarsi a noi</strong> in carne e ossa. È qui che incontriamo suo Figlio, <strong>il Cristo </strong>(cioè il Messia), <strong>mandato a stabilire il Nuovo Patto</strong>. Gesù ha compiuto la sua missione con parole che scuotevano le coscienze, con gesti di guarigione e di misericordia, con una vita senza macchia, fino ad accettare l’ingiusta infamia della croce, pena riservata ai peggiori criminali. Ma la morte non ha avuto l’ultima parola: Egli è risorto ed è tornato al Padre. In Lui riconosciamo l’Agnello che porta i peccati del mondo e il Salvatore che, con la sua vittoria sulla morte, apre per noi la via della speranza e della vita eterna.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-dd776962a199c73f0128fd16c4210eae"><strong>Una via fuori da ogni logica umana</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6beb0deb63b79b3b33d8ea439ccf7443">Ciò che lascia davvero attoniti è il modo in cui tutto questo si è realizzato, un modo che una mente razionale potrebbe definire “folle”. Dio infatti <strong>non ha scelto la via della grandezza umana</strong>, ma quella dell’<strong>umiltà</strong> e della <strong>debolezza</strong>. Il Figlio è venuto al mondo mentre i suoi genitori erano in viaggio per un censimento, senza che vi fosse un alloggio per accoglierli: è stato perciò sistemato in una <strong>mangiatoia</strong>, in una stalla probabilmente ricavata nella roccia. È cresciuto a <strong>Nazareth</strong>, un villaggio dimenticato della Galilea, terra disprezzata dai giudei di Gerusalemme.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ab7bcf6a7678e6f6d301b3fe4ccf2142">Da adulto, pur essendo senza peccato, si è messo <strong>in fila con i peccatori</strong> per ricevere il battesimo da Giovanni il battezzatore, segnando così l’inizio pubblico della sua missione. Non ha cercato onori né potere, ma si è chinato a <strong>servire tutti</strong>, soprattutto gli ultimi, i poveri, i malati, i peccatori. Le sue stesse parole lo confermano:<em>&nbsp;«Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»&nbsp;</em>(Vangelo di Marco 10:45).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-cfaa1e798ef986069438ae8309923fb7">Ancora Paolo ci ricorda che Gesù, pur essendo Dio, non si è aggrappato al suo privilegio divino, ma<strong> ha svuotato se stesso</strong>, assumendo la condizione di servo, facendosi uomo in tutto, fino ad abbassarsi all’obbedienza della croce (Lettera ai Filippesi 2:6-8). Ecco quindi <strong>rivelata la “follia” del progetto divino</strong>: la gloria nascosta nell’umiltà, la salvezza nata dal sacrificio, la potenza rivelata nella debolezza.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-ed009890705e2c759dc359f163dea7e2"><strong>Qual è la risposta? Tutto questo incide davvero nella nostra vita o ci lascia indifferenti?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3d64efd9ccb6bbf71b007d16ff66cb95">Viviamo in un tempo in cui secoli di storia e di progresso stanno producendo<strong> più diffidenza che stupore </strong>di fronte alla potenza dell’Incarnazione. Troppo spesso ci poniamo sullo stesso piano di Dio, convinti della nostra intelligenza e della nostra saggezza: lo interroghiamo, gli muoviamo obiezioni, ma<strong> raramente ci fermiamo a contemplare</strong> ciò che egli ha compiuto per noi e l’impatto che questo ha sulla nostra vita.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5d2b09d0210fbde9f2b2c27edcab09a9">Il Nuovo Testamento ci invita invece a partecipare all’azione di Cristo: ascoltando la sua Parola, obbedendo ai suoi insegnamenti, vivendo il pentimento e il battesimo, iniziando un cammino di vita nuova conforme al suo messaggio e al suo esempio. Se non ci impegniamo su questa via, <strong>tutto ciò che Dio ha fatto </strong>in Cristo rimane per noi come una <strong>medicina rifiutata</strong>, pur essendo l’unica che può salvarci.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-23f9a9f14c3cb798c863e57da6391fe9">Il pericolo più grande è che <strong>questa notizia sconvolgente</strong> — Dio fatto uomo — <strong>diventi una narrazione troppo familiare</strong>, che ci scivola addosso perché l’abbiamo sentita fin dall’infanzia, e perda così la sua forza e il suo significato più profondo. L’abitudine, infatti, genera indifferenza, e l’indifferenza spegne l’anima: ci ruba il desiderio di conoscere e, con esso, la capacità di agire.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4b6fc73a11cfd8bad86bcc2fa28213d1">Non lasciamo che la diffidenza o l’indifferenza abbiano l’ultima parola; <strong>non addomestichiamo la verità del Vangelo</strong>, svuotandola della sua forza e rendendola sterile. Gesù si è fatto servo e si è umiliato fino alla croce per offrirci<strong> la più grande opportunità</strong>: vivere per sempre alla presenza di Dio, in un mondo nuovo e non più segnato dai limiti di questo. Sta a noi decidere se <strong>accogliere con fede questo dono</strong>, lasciarci guidare dal suo esempio e permettere che il suo messaggio trasformi davvero la nostra vita. Per questo ci vuole determinazione, coraggio e… un pizzico di follia, ma non la nostra, quella saggia di Dio.</p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>Andrea Miola</strong></em></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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<p></p>
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		<title>Sapore di sale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 15:37:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
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		<category><![CDATA[sale]]></category>
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					<description><![CDATA[C'è una fiaba in cui un re chiese alle sue tre figlie di esprimergli a parole il valore del proprio affetto. "Ti voglio bene come il sale" lo fece mandare su tutte le furie...
Qual è il senso della fiaba e, soprattutto, qual è il significato del sale nelle parole di Gesù rivolte ai suoi discepoli?]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fff1c54451bfc588a7f24958a3f6a178">Una nota fiaba narra la storia di un re, che chiese alle sue tre figlie di esprimergli a parole il valore del proprio affetto. Felice di sentire le prime due che parlarono in termini di perle preziose e oro, il re inorridì quando si sentì dire dalla terza <em>“ti voglio bene come il sale“</em> e la mandò via. In seguito, quando a causa di un evento accidentale, venne a mancare il sale a palazzo e tutte le pietanze avevano perso il loro sapore, il re capì il significato delle parole della figlia: “il mio affetto per te, padre, è qualcosa che dà senso, valore e riempie la vita di tutti i giorni insieme a te“. Il pentimento del re e la conseguente riconciliazione sono il lieto fine della fiaba.<br>La morale è chiara: il bene che si vuole a qualcuno non si misura con denaro, oro o gioielli, ma  è qualcosa di autentico e profondo, i cui frutti si percepiscono nella vita di tutti i giorni. </p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a3bc749ff047acf67dcb3938d416904b"><strong>Il sale del cristiano</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-594a612ed5863dfe2b4babf5295948d0">Ascoltiamo le parole di Gesù nel Vangelo di Matteo <em>“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore,</em> <em>con che cosa lo si salerà?”</em> (5,13).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a929282a8f444297efea7ef8018362e1">Poche ma pesantissime parole per parlare ai cristiani, a parer mio, in questi termini:</p>



<ul>
<li>nella vostra società, ovunque abitiate (questo significa la “terra”), siete <strong>chiamati ad essere</strong> persone sì positive e serene, che godono delle benedizioni quotidiane, ma anche affidabili, serie, misurate, oneste e senza le tante “stupidaggini” che riempiono purtroppo la vita di chi non ha altri pensieri che mangiare, bere e divertirsi;</li>



<li>sempre nel vostro ambiente (p.es. famiglia, amici, lavoro, scuola etc.) è importante che si vedano <strong>i frutti</strong> del vostro essere miei discepoli (cioè cristiani); perché non mi bastano le vostre parole o i vostri proclami: c’è bisogno di testimonianza della vostra fede in me (<em>“Non chiunque mi dice: &#8220;Signore, Signore&#8221;, entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.”</em> Matteo 7,21).</li>
</ul>



<p></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd861b66e7af7df092dc3144bf21823b"><strong>Perfettino, quindi, che dà lezioni di morale?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-91e39518583c7326ae5c0dec34bfb624">No, non è questo l’atteggiamento del cristiano, se consapevole prima di tutto di essere stato “graziato” in virtù del sacrificio di Gesù salvatore. Non perfetto, non superiore, ma una persona che si sforza seriamente di raggiungere quei <strong>valori morali e spirituali che richiede la vita cristiana</strong>, a cominciare dall’umiltà. Questo è il sapore del “sale” che riceve ogni credente.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-06c3e3220e5d26dd6012a4789f977e5c">Compito dei cristiani, quindi, è di acquisire questo sapore nella propria vita e di condividerlo con il prossimo. Se lo perdiamo, dice Gesù, non c’è niente e nessun altro che ce lo potrà ridare, come a ricordarci che solo Lui è la via, la Verità e la vita, la strada che porta al Padre celeste (Giovanni 14,6).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-61b775b967a8db475386f919c5a2d071">Ecco quindi un altro valore che emerge dalle sue parole: la <strong>perseveranza</strong>. Proprio così: dopo aver imparato, praticato, testimoniato, è importante “rimanere in pista”, fiduciosi della sua promessa di restare sempre al nostro fianco (Matteo 28,20).&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9de0840441bc9bd3eb5fee9d151b155d"><strong>La fiaba e le parole di Gesù</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-81a0c03635a15c3d996ea8b1c5c479fb">La fiaba ci insegna qualcosa di prezioso nei rapporti familiari ma, pur con la sua morale, ha il valore di una fiaba, mentre <strong>le parole di Gesù</strong> (queste come altre) sono impegnative e rivolte al cuore di ognuno di noi, al fine di farci riflettere sulla nostra interiorità, sulla nostra statura morale e spirituale (il sapore del sale), scuoterci dal profondo, farci dirigere i passi verso la strada da lui tracciata, incoraggiando il prossimo (con le parole e nei fatti) a fare altrettanto.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-757b7ee92b97c68b3040b22c446ffe24"><strong><em>Andrea Miola&nbsp;</em></strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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<p></p>



<p></p>


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		<title>Tutto coopera al bene per quelli che amano Dio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 14:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
		<category><![CDATA[La giustizia di Dio]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo aver visto un telegiornale che proponeva scene di guerra – con tanti innocenti ridotti alla fame da una parte e, dall’altra, i potenti della terra in buona salute, che dicono di lavorare giorno e notte per raggiungere “accordi di pace” – ho pensato...]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-624878317fe9acc46c5c61cd1d4cfe31"><em>«O Eterno, perché te ne stai lontano? Perché ti nascondi in tempi di avversità? L&#8217;empio nella sua superbia perseguita con violenza il misero; essi saranno presi nelle macchinazioni stesse da loro ideate, perché l&#8217;empio si gloria dei desideri dell&#8217;anima sua, benedice il rapace e disprezza l&#8217;Eterno. L’empio, nell&#8217;arroganza del suo volto, non cerca l&#8217;Eterno; tutti i suoi pensieri sono: “DIO non c&#8217;è”» (Salmo 10:1-4).</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-775985ed20cd68281857e364106c1d53">Dopo aver visto un telegiornale che proponeva le (tristemente) solite scene di guerra – con tanti innocenti ridotti alla fame da una parte e, dall’altra, i&nbsp;<em>potenti</em>&nbsp;della terra tutti in buona salute, che dicono di lavorare giorno e notte per raggiungere “accordi di pace” – ho pensato a quanto le Sacre Scritture sono ancora attuali, benché siano passati tremila anni da quando il salmista ci ha lasciato queste parole che possiamo senz’altro applicare all’attuale situazione del mondo, dove tante persone sono sempre più in balia di ogni tipo di difficoltà, al punto di essere letteralmente disperate. Sei secoli prima di Cristo, un grande profeta scrisse:&nbsp;<em>«Diventano grassi e prosperosi, sì, oltrepassano i limiti stessi del male. Non difendono la causa dell&#8217;orfano, eppure prosperano; non difendono il diritto dei poveri»</em>&nbsp;(Geremia 5:28). </p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1ad3f2ee2f56cb1662d081d9c54ee051">Purtroppo, molte persone se la prendono, per le ingiustizie subite o per quelle che vedono capitare ad altri, con il Signore, quello stesso Signore che il più delle volte hanno ignorato per tutta la vita. Guardano gli intoccabili potenti opprimere i popoli per portare avanti i loro piani malvagi senza credere al fatto che Dio scatenerà prima o poi la sua ira su di loro, e che soltanto allora essi comprenderanno quanto hanno sbagliato a disprezzare e ignorare&nbsp;Dio durante la loro vita: una vita all’apparenza “potente”, ma di fatto misera e inutile, al pari di ogni vita spesa senza il Signore.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-127b7c30d69a3e4f3765a4a752d88da6">L’arrogante non teme Dio, pensa di essere “autosufficiente” e che nulla nella sua vita possa dipendere da un Dio che non si vede. Un vero cristiano, invece, sa per certo che ogni cosa dipende dall’Eterno Dio. Occorre sempre ricordare che la cosa più importante resta sempre la nostra anima e quindi, qualunque cosa ci capiti, «<em>tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio»</em>&nbsp;(Lettera ai Romani 8:28): se crediamo fermamente a questo, allora saremo veramente sereni anche nei momenti più disperati e difficili della nostra vita! Il buon discepolo del Signore sa che ogni attimo di questa vita è un dono e che tutto ciò che abbiamo, dalla salute ai beni materiali, potrebbe venire improvvisamente a mancare; ma la fede non lo fa mai disperare, anzi. </p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5474b09311067b22c31e742cc267cfb0">Quante volte sentiamo le persone lamentarsi della vita e farsi domande sul perché Dio non ferma le guerre, la violenza, gli abusi di potere, le ingiustizie sociali, e così via… Ebbene, anche i versetti iniziali del Salmo 10 sono un grido di dolore, dipingono un quadro di angoscia e di apparente assenza divina di fronte alla prepotenza dei malvagi: nonostante la sua fiducia in Dio, anche il salmista si sente in questo caso abbandonato proprio nel momento del bisogno, quando l&#8217;oppressione è più forte. Insomma, la sensazione di un Dio&nbsp;<em>lontano</em>&nbsp;è un tema ricorrente nei Salmi, che riflette la difficoltà di comprendere la sofferenza e l’iniquità nel mondo, allora come oggi. Ma con le parole:&nbsp;<em>«L&#8217;empio nella sua superbia perseguita con violenza il misero; essi saranno presi nelle macchinazioni stesse da loro ideate»</em>&nbsp;viene descritta l’azione dei malvagi, con la loro superbia e la loro violenza nei confronti dei più deboli, mentre rimane ferma la speranza, anzi la certezza, di una giustizia incombente, perché le loro stesse trame si ritorceranno contro di loro.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-223b998cb4b1b03bcb8b93e765d087b8">L’empio non guarda in faccia nessuno, fino al punto di approvare la sopraffazione e manifestare così il proprio disprezzo per Dio. «<em>L’empio, nell&#8217;arroganza del suo volto, non cerca l’Eterno; tutti i suoi pensieri sono: “DIO non c&#8217;è”».</em>&nbsp;L&#8217;arroganza è la maschera con cui l’uomo che non teme Dio e copre le proprie debolezze interiori, i propri peccati, autoingannandosi, e convincendosi della propria superiorità, del proprio diritto di agire senza limiti e della propria indipendenza da qualsiasi autorità superiore, inclusa quella divina. La sua presunta autosufficienza lo porta a ignorare completamente Dio, fino a negarne l’esistenza o la rilevanza nella sua vita. Questo&nbsp;<em>«DIO non c&#8217;è»</em>&nbsp;è purtroppo per molti una convinzione pratica, un modo di vivere come se Dio non avesse alcun potere o ruolo nel mondo e nella vita di ciascuno di noi.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b86044441566b4ba5782c3af632bcca7">In sintesi, questi versetti iniziali del Salmo 10 esprimono inizialmente un senso di abbandono di fronte alla sofferenza, alla prepotenza e la violenza dell&#8217;empio nei confronti dei più vulnerabili, ma poi prevale la giusta convinzione che la malvagità si autodistruggerà, e che sarà questa la punizione divina. E chi vuole essere veramente cristiano deve continuare a vivere serenamente nella fede cercando di mettere a frutto il più possibile i propri talenti, in attesa del giorno del Giudizio. Perché una cosa è certa, come si esprime il salmista rivolgendosi direttamente all’Eterno:<em>&nbsp;«Tu osservi attentamente la perversità e l&#8217;afflizione, per poi ripagare con la tua mano; l’infelice si rimette a te; tu sei colui che soccorre l&#8217;orfano»;&nbsp;</em>prima o poi, infatti, Dio&nbsp;<em>«spezza il braccio dell&#8217;empio e del malvagio» e «se tu ricercherai la sua malvagità, non la troverai più”&nbsp;</em>(Salmo 10:14-15).</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bc9f45a671776f95d79b1658c5952560"><strong><em>Remo Molaro</em></strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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<p></p>
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		<title>Per una vera fede </title>
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		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 19:16:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[🎧 Ascolta questo articolo Ed egli, veduta la loro fede, disse a quello: «Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati». Questo versetto (Vangelo di Luca 5:20) racconta la guarigione di un paralitico portato a Gesù da quattro uomini e ci pone davanti a domande fondamentali. Se fosse possibile trovarsi ora nella stessa situazione davanti a [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-65c1caf7995c904991e0286ed077aac0"><em>Ed egli, veduta la loro fede, disse a quello: «Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati».</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1b59c4aa225b92d3cd885493a4f0cd8f">Questo versetto (Vangelo di Luca 5:20) racconta la guarigione di un paralitico portato a Gesù da quattro uomini e ci pone davanti a domande fondamentali. Se fosse possibile trovarsi ora nella stessa situazione davanti a Gesù, avrei tutta la fede che dimostra il paralitico? In un mondo dominato dall’egocentrismo, sarei circondato di amici pieni di fede, disposti a fare così tanto per la mia guarigione, oppure mi troverei da solo? Quale sarebbe la mia reazione alla risposta <em>«i tuoi peccati ti sono perdonati»</em>, quando invece avrei voluto sentirmi dire prima di tutto «<em>alzati e cammina</em>»?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-35af7e3c72a2e4c3ad1626e22f85e423">Certo è che in una sola riga troviamo tanti insegnamenti e spunti di riflessione su cui potremo scrivere pagine e pagine: ad esempio il potere di Gesù di perdonare i peccati, l&#8217;importanza della fede come elemento che permette l&#8217;intervento divino, la connessione tra guarigione spirituale e fisica… e in particolare il fatto che, a differenza di quanto desidera la maggior parte degli uomini, per il Signore è assolutamente più importante la guarigione spirituale di quella fisica, e non viceversa.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-017e663f82804e513227ca2a3e9b9163">La premessa <em>«Veduta la loro fede»</em> ci insegna che la nostra fede è qualcosa che si vede, cioè deve tradursi in atti concreti: non è una parola al vento, o una teoria! Ecco perché Gesù, osservando la determinazione e la fiducia degli uomini che portavano il paralitico, ne riconosce pubblicamente la fede. <em>«La fede senza le opere è mort</em>a» (Lettera di Giacomo 2:26)<em>.</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-332789f95333578d952cc3705666968d">Riflettiamo poi sulla frase: <em>«Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati»: </em>Gesù, con la sua autorità divina, prima di tutto pronuncia parole di perdono e dimostra, in quanto Figlio di Dio, di avere il potere di perdonare i peccati.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-aefcda4eb1c974a9ff2e4a56f00dfd2c">Quindi la cosa più importante su cui soffermarsi in questo episodio è che il perdono dei peccati precede la guarigione fisica. Ci è mai capitato di attraversare un periodo particolarmente difficile della vita, un periodo di grande sofferenza, così lungo da farci anteporre la salute fisica a quella dell’anima, e di maledire Dio se non ce la concede, lasciandoci nelle sofferenze? È volontà&nbsp; del Signore Gesù che i suoi discepoli, con le preghiere quotidiane, ottengano la forza di sopportare anche i problemi di salute più gravi, preparandoli alle tentazioni che li accompagnano, e che nulla li smuova dal lottare per raggiungere l’obiettivo finale: <em>«Noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che credono per la salvezza dell&#8217;anima» </em>(Lettera agli Ebrei 10:39).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b64d47ffdeed8775a9ff902cbfbcf4be">Lasciamo che Dio operi nel nostro cuore attraverso la sua Parola, aprendolo alla fede. Abbandoniamoci a Dio invece di continuare ad indurire il nostro cuore come fece il faraone in occasione dei famosi episodi delle dieci piaghe d’Egitto che tutti più o meno conoscono.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0160ba23dad0dd71629232f9b1d0f6d9">La fede è <em>«fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono»</em> (Ebrei 11:1), è una certezza interiore che va oltre le evidenze dell&#8217;esperienza e che offre speranza in questa vita, nelle promesse di Dio, nella vita eterna. La vera fede in Dio ci fa capire quanto siamo piccoli davanti a Lui, ci trasforma da uomini orgogliosi a umili servitori, ci fa comprendere quanto siamo fragili e quanto questa vita non abbia nessun senso se non scegliamo di vivere alla luce di Dio. La fede ci porterà alla conversione e al ravvedimento affinché Lui ci possa vedere come uomini giusti.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2ad78d06a1c66121970de1fe8a8f0f2e">Soltanto camminando secondo Dio possiamo provare quel sentimento che non ci fa vivere nella paura; paura di ammalarsi, paura di stare male, paura del futuro, paura di morire troppo giovani, o paura di invecchiare nella solitudine e nella sofferenza. Sostanzialmente nella paura di quelle situazioni che non possono essere sotto il nostro controllo, e quindi, alla fin fine, paura di tutto!&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-51e405e3c5443be286d9854a1175e72e">La vera fede ci permette anche o di guarire dalle malattie, o di conviverci al meglio. Avere fede significa non dubitare mai della potenza di Dio per ogni cosa e in qualsiasi momento e non dubitare della potenza della preghiera fatta con cuore sincero, perché Dio ascolta la preghiera di chi sceglie di ravvedersi e convertirsi a Lui. Dio ascolta la preghiera fatta con fede, accoglie le richieste lecite e soprattutto le richieste che sono un bene per la nostra anima. La vera fede è riposta in Dio e non nelle nostre ricchezze, capacità, forze fisiche, e così via, perché tutto ci è stato dato da Dio e così come ci è stato donato, ci può essere anche tolto in un attimo. Ecco allora che dobbiamo farci una domanda: Com’è la mia fede? In cosa la ripongo? Siamo ancora in tempo per cambiare ciò che dentro di noi ci impedisce di avere quella fede buona, vera, forte, sincera e gradita a Dio.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-001b0224c6050b019115e5d467e2b1a4">Donaci allora, Signore, la fede necessaria riguardo alla tua capacità e volontà di guarire le nostre anime. Aiutaci a desiderare il perdono dei peccati più di qualsiasi benedizione terrena o della vita stessa. Rendici capaci di credere al tuo potere di perdonare i peccati, perché solo così le nostre anime si eleveranno e andranno dove a te piace. Amen!</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-016908d6b2a9460e7298d389337c57cf"><em>Remo Molaro</em></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



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<p></p>
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