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«Nel vostro comportamento non siate amanti del denaro e accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò”. Così possiamo dire con fiducia: “Il Signore è il mio aiuto, e io non temerò. Che cosa mi potrà fare l’uomo?”» (Lettera agli Ebrei 13:5-6, che cita i brani dell’Antico Testamento: Deuteronomio 31:8; Salmi 56:11, 118:6…)

Ci capita spesso di parlare con persone che vivono nell’incertezza e nell’angoscia, perché si fanno condizionare dalle comunicazioni che giungono dai notiziari di vario genere, quasi sempre negative, spesso terribili: virus, guerre, calamità di vario genere, “invasione” dell’Italia da parte di profughi e clandestini, malavita e violenza, politiche sociali sbagliate, mancanza di risorse e, come conseguenza, costo della vita in continua ascesa, famiglie che cadono in povertà, drastico calo delle nascite a causa dell’incertezza del futuro…

Certo, se regoliamo la nostra vita su queste cose non potremo mai vivere serenamente, anzi, saremo sempre in ansia, nel timore di perdere tutto e di trovarci nella situazione di dover vivere in ristrettezze, o addirittura in povertà e/o fra disordini sociali, tragedie climatiche e sanitarie, e chi più ne ha più ne metta… Un vero cristiano, però, dimostra la sua fede vivendo serenamente anche nelle situazioni di vita più difficili, perché confida in Dio e nelle sue promesse. Leggiamo: «Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento» (Lettera ai Filippesi 4:6).

Il Signore ci mette in guardia: «Nessun servo può servire a due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona» (Vangelo di Luca 16:13); e ancora: «Non siate in ansietà. Dicendo: “Che mangeremo, o che berremo, o di che ci vestiremo?”. Poiché sono i pagani che cercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate piuttosto prima il regno di Dio e la sua giustizia, ed ogni altra cosa vi sarà aggiunta. Non siate dunque in ansietà per il domani…» (Vangelo di Matteo 6:31-34).

Ciò che il credente possiede è infinitamente superiore al meglio che il mondo possa offrire: perché mai, dunque, non dovrebbe esserne contento? Di che cosa dovrebbe lamentarsi? Egli ha Cristo, il suo amore, la sua salvezza, e tanto gli basta. L’amore per il denaro, ad esempio, può essere un grandissimo ostacolo: proprio come una moneta tenuta davanti agli occhi oscura la vista del sole, così l’amore per il denaro e per le ricchezze materiali spezzano la nostra comunione con Dio, impedendo la nostra crescita spirituale.

La più grande ricchezza del cristiano consiste nel legame con Dio, che ci promette di non lasciarci e non abbandonarci mai lascerò e non ti abbandonerò mai, in particolare nelle situazioni più difficili e incerte. Ma dobbiamo avere fede, ovvero profonda fiducia in Lui, perché è impossibile che Cristo abbandoni i suoi figli che lo amano e lo seguono fedelmente! Le parole del Salmo 118:6 esprimono la fiduciosa professione di chi crede veramente in Dio: «Il Signore è il mio aiuto; non temerò. Che cosa potrà farmi l’uomo?».  Se lo vogliamo e ci crediamo veramente, con fede forte e sincera, in Cristo abbiamo sicurezza perfetta, perfetta protezione e perfetta pace ogni istante della nostra vita. Cosa potremmo chiedere di più?! 

Remo Molaro

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