<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Chiesa Di Cristo Udine</title>
	<atom:link href="https://www.chiesadicristoudine.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.chiesadicristoudine.com</link>
	<description>Al Vangelo delle origini</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 Oct 2026 18:02:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>La parabola del granello di senape</title>
		<link>https://www.chiesadicristoudine.com/la-parabola-del-granello-di-senape/</link>
					<comments>https://www.chiesadicristoudine.com/la-parabola-del-granello-di-senape/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 10:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.chiesadicristoudine.com/?p=4508</guid>

					<description><![CDATA[Tra le parabole presenti in tutti e tre i Vangeli sinottici c’è quella del Granello di Senape, in Matteo 13:31-32, Marco 4:30-32 e Luca 13:18-19. Prendiamo la versione di Marco: «Diceva ancora: «A che paragoneremo il regno di Dio, o con quale parabola lo rappresenteremo?  Esso è simile a un granello di senape....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5e82c5fd5e2baf98129477eda8042e5a"><strong>Quando il piccolo diventa grande</strong></p>



<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');</script><![endif]-->
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4508-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/09/Quando-il-piccolo-diventa-grande-1.mp3?_=1" /><a href="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/09/Quando-il-piccolo-diventa-grande-1.mp3">https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/09/Quando-il-piccolo-diventa-grande-1.mp3</a></audio>



<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4508-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/09/Quando-il-piccolo-diventa-grande2.mp3?_=2" /><a href="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/09/Quando-il-piccolo-diventa-grande2.mp3">https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/09/Quando-il-piccolo-diventa-grande2.mp3</a></audio>



<p></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-96d3320268f3d1b9974139cc2cff0636">Tra le parabole presenti in tutti e tre i Vangeli sinottici c’è quella del Granello di Senape, in <strong>Matteo 13:31-32</strong>, <strong>Marco 4:30-32</strong> e <strong>Luca 13:18-19</strong>. Prendiamo la versione di Marco: <em>«Diceva ancora: «A che paragoneremo il regno di Dio, o con quale parabola lo rappresenteremo?  Esso è simile a un granello di senape, il quale, quando lo si è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma quando è seminato, cresce e diventa più grande di tutti gli ortaggi; e fa dei rami tanto grandi che alla sua ombra possono ripararsi gli uccelli del cielo.»</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8be4a2ed7bd2c44aedea317066f27f18">Il racconto inizia con&nbsp;<em>«</em><strong><em>Il Regno di Dio è simile a un granello di senape</em></strong><em>»</em>. Ed ecco subito la similitudine: Regno dei Cieli = granello di senape; con questo Gesù vuole rendere comprensibile qualcosa che non possiamo vedere e di cui non abbiamo un’esperienza diretta (il Regno dei Cieli), paragonandolo a un elemento noto a tutti (il granello di senape).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-823cccba177c751c3f2d51c22c57a841">All’epoca la senape era una spezia comune, a basso costo, facile da coltivare e capace di crescere in modo esponenziale. Chiunque poteva coltivarla.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9199dd038d75f01b9d7f892d13727722">Da questa similitudine il Signore lascia intendere come il Regno dei Cieli sia alla portata di tutti, come afferma Paolo nella Lettera ai Galati 3:28: non ci sono persone di Serie A e persone di Serie B, nessuno è interdetto dalla meta designata da Dio per gli uomini. Allo stesso tempo, però, arrivarci richiede impegno. Così come la senape va coltivata, serve tempo e cura per crescerla e farla sviluppare, anche l’accesso al Regno richiede uno sforzo: accogliere e custodire la Parola del Signore nel cuore. È un processo fatto di tempo, attenzione e cura e, come ricorda Matteo 7:13-14, non è semplice: la porta è stretta e pochi sono quelli che vi entrano, la via è tortuosa e pochi sono quelli che la percorrono; questo perché pochi uomini purtroppo sono disposti a dedicare tempo, fatica, costanza e impegno a Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4506016c58b1eaaf013984577f0c89cb">Gesù prosegue dicendo:&nbsp;<strong><em>«Quando è seminato è il più piccolo, ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi»</em></strong>. Il seme è minuscolo, ma produce un frutto grande. Perché? perché sostenuto da Dio e dalla Sua volontà. Emerge quindi in primo luogo la potenza di Dio e del suo Vangelo, capace di produrre effetti inaccessibili a qualsiasi libro, parola o pensiero umano ed è la dimostrazione che a Lui&nbsp;<strong><em>«Nulla è impossibile»</em></strong>, per citare Luca 1:37.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c6b00997480ac43a89a6a8a6e90b7b48">Allo stesso tempo, la Parola del Signore deve essere sparsa, deve essere fatta conoscere a quanti più possibile: è qui che ogni cristiano può e deve fare la propria parte. Gesù, infatti, prima di ascendere al cielo ha affidato agli apostoli (e anche a noi oggi) il compito centrale di predicare la Parola di Dio a tutti (Matteo 28:19-20), e per fare ciò è necessario il nostro impegno, la nostra costanza e la nostra perseveranza fino alla fine.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e849174ebd3c7c9647040e445772df70">In questo contesto possiamo anche cogliere come la parabola contrapponga il Regno di Dio ai regni terreni. Questi ultimi possono partire con grandi premesse, gonfiati dall’orgoglio, le aspirazioni e l’arroganza umane, ma, come dimostra il racconto, non raggiungono, né raggiungeranno mai la grandezza, la potenza e la durata del Regno dei cieli; non sono altro che brevi parentesi destinate a essere soppiantate o a dissolversi nel tempo, mentre l’unico regno che dura in eterno è quello di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9169e9e9ffaf63ff5ffb423ceb9fe2c2">Gesù continua e termina la parabola dicendo&nbsp;<strong><em>«… e fa rami tanto grandi che alla sua ombra possono ripararsi gli uccelli del cielo»</em></strong>. Qui egli ribadisce la potenza di Dio e la sua superiorità sopra ogni cosa, ma introduce anche un’immagine davvero dolce e consolatoria del Regno di Dio. Quale e in che modo? Per rispondere cerchiamo di dare un’interpretazione alle figure degli uccelli: che cosa/chi rappresentano?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ba55adfd58ce8545d6d5b6669373e9f7">Gli uccelli qui possono rappresentare i cristiani. E proprio come l’albero della senape dona riposo e ombra ai volatili, anche il Regno dei Cieli donerà riposo, pace e sollievo ai credenti. Emerge così anche l’immagine dolce, consolatoria del luogo preparato da Dio: un posto sicuro, una dimora in cui trovare ristoro e serenità eterni. Un’abitazione stabile per sempre, per riprendere la 2ª Lettera ai Corinzi 5:1ss.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f7aed236d8a0af3631ec6146ed7b8b72">Pace e sollievo da cosa? Dalle ingiustizie e dai torti subiti, dalle sofferenze e dalle fatiche della vita: tutte cose che Gesù non ha mai nascosto: in Matteo 10:38 dice esplicitamente che per essere cristiani c’è una “croce da portare”, e nel Vangelo di Matteo 11:30, che vi è un&nbsp;<strong><em>«giogo»</em></strong>&nbsp;a cui sottomettersi… Non è facile, nessuno ha detto che lo sia: prima si è parlato di&nbsp;<strong><em>«porta stretta»</em></strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>«via tortuosa»</em></strong>&nbsp;perché il credente deve affrontare prove, difficoltà che possono rivelarsi anche pesanti. Ma… c’è un “ma”: MA&nbsp;<strong>la ricompensa è di inestimabile valore</strong>!</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7011cad06275f557eb7aaede1728f5c2">Abbiamo visto quante cose possiamo ricavare da una storia brevissima, lunga solo un paio di versetti… e quante altre cose ci possono essere che qui non abbiamo ho colto, e che possono aver colpito qualcun altro.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8659ccd7c8ee196d0c1721af8a45d45d">Ricapitolando, cosa possiamo ricavare di prezioso da questa parabola?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-dbd78e2a831847676acba2174c042d55">Prima di tutto, la&nbsp;<strong>potenza inarrivabile di Dio</strong>, che ancora oggi si manifesta nel&nbsp;<strong>Vangelo</strong>.&nbsp;Milioni sono i libri pubblicati, molti i capolavori della letteratura, ma la Bibbia è l’unico testo in grado di salvare veramente le vite, come spiega Paolo a Romani 1:16. Ogni singolo libro che la compone, ogni singolo racconto, ogni singolo versetto all&#8217;interno della Scrittura può veramente far crescere quel granello di senape, e abbiamo visto i grandi effetti che quel minuscolo semino produce.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c7fe3649ee2193eaf91a8126ef98168a"><strong>Molti regni potenti&nbsp;</strong>(e spesso anche malvagi)<strong>&nbsp;sono venuti sulla terra o verranno a dominare su di essa</strong>, ma non sono altro che piccole piantine in quanto a grandezza e durata rispetto al Regno dei Cieli: la massima espressione della potenza di Dio. E noi a quale vogliamo aderire e puntare? A quello che sembra grande all’inizio, che si gonfia e si prefissa obiettivi umanamente grandi, ma che alla fine rimane piccolo come un ortaggio, che si dissolve dopo qualche tempo, rimanendo alla fin fine un misero puntino nella storia? Oppure a quello che appare piccolissimo all’inizio, perché magari rifiutato, deriso, non considerato dal mondo, ma che poi diviene agli occhi di Dio più grande e forte di tutti gli altri, e rimane tale per sempre? A noi la scelta!</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e1de15cc9f8bf56cbd442b23d77e8c53">Abbiamo un ruolo importante nelle nostre vite, un compito di grande&nbsp;<strong>onore</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>onere</strong>: la&nbsp;<strong>predicazione del Vangelo</strong>. È un onore perché siamo parte di un piano meraviglioso stabilito da Dio, e per lui possiamo giocare la nostra parte; è anche un onere perché ci richiede impegno, sacrifici, costanza e, talvolta, fatiche. Spandere e spargere il più possibile il seme della sua Parola per far conoscere il Vangelo non è semplice, ma tutti a modo nostro dobbiamo farlo: con il buon esempio, una buona parola, delle buone azioni, delle preghiere. Ecco uno dei compiti principali che il Signore ci ha affidato: contribuire alla crescita e allo sviluppo della pianta di senape che rappresenta il Regno di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-52b9fe0c426e0c7990c5fda0e97b0c63">E poi, che grande consolazione è per noi sapere che Dio si serve della nostra opera, del nostro impegno, della nostra fede per far crescere il suo Regno, per contribuire alla schiera dei salvati e, per usare il linguaggio biblico, per portare sempre più uccelli a ripararsi sotto i suoi rami? Essere&nbsp;<strong>strumenti nelle Sue mani</strong>&nbsp;è un enorme privilegio!</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3ff5b29dde25cab7bdd335b30bcc40c0">L’immagine del seme di senape è anche un monito per le nostre vite, perché ci richiama all’<strong>umiltà</strong>: non gonfiamoci e non inorgogliamoci, anzi, abbassiamoci, come quel semino piccolo, perché così saremo innalzati nei cieli con Dio, («chi si abbassa sarà innalzato…»: Vangelo di Luca 14:11) e diverremo, grazie al Signore, più grandi e forti di tutte le ingiustizie, le sofferenze e i torti ricevuti durante questa vita terrena.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-73473dda5d96666bca00e364fa3355ad">La parabola in oggetto ci fa riflettere anche sul fatto che,&nbsp;<strong>se agiamo con Dio</strong>, per Dio, mettendolo al primo posto nelle nostre opere, ecco che anche&nbsp;<strong>noi diventiamo davvero forti</strong>&nbsp;(Lettera agli Efesini 6:10), perché, come abbiamo detto, a Dio nulla è impossibile. Anche noi, insieme a Dio, possiamo davvero fare ogni cosa: la consapevolezza di averlo al nostro fianco ci aiuta a non demordere, ad affrontare le prove con maggior determinazione e a perseverare in quella via stretta e tortuosa che è stata tracciata dal Signore.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-61d4ea6ee1836974d91728466e4dbd24">Anche se i risultati che otteniamo con le persone attorno a noi sono inferiori alle nostre aspettative, se raccogliamo pochi frutti rispetto a quanto abbiamo seminato o stiamo seminando per Dio, non abbattiamoci: il Signore è sempre insieme a noi, non smette di camminare al nostro fianco con tutta la sua potenza e fino alla fine dobbiamo onorare il compito/la missione che ci è stata affidata.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-67b09d843da2ef0cc5e2ff442fab1bb1">Inoltre, anche se (come possiamo vedere clamorosamente oggi) il male, le sofferenze, le violenze, la malvagità (e tante altre cose negative) si espandono a macchia d&#8217;olio coinvolgendo e influenzando negativamente tanta parte dell’umanità, questa parabola ci ricorda che anche il Vangelo ha questa capacità, ma ovviamente in modo positivo. Basti vedere nell’antichità, nei primi secoli, quando lo sviluppo del cristianesimo fu esponenziale: proprio come il semino della senape che da minuscolo diviene grande. Da pochi nuclei in Israele il messaggio di Cristo si espanse in tutto il mondo, e <strong>ancora oggi questo può accadere!</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7567ffc5d6f75c369ab00a0029e42eff">E infine, attraverso l’immagine dolce degli uccelli nella parabola, riparati tra i rami della pianta della senape, emerge la&nbsp;<strong>ricompensa</strong>&nbsp;promessa da Dio ai cristiani per mezzo del sacrificio di Gesù, che rappresenta la meta delle nostre vite: trovare riposo e ristoro eterno nel Regno dei cieli.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2d01ca3fba0f3045877836609f8925fc"><em><strong>Samuele Meton</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.chiesadicristoudine.com/la-parabola-del-granello-di-senape/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/09/Quando-il-piccolo-diventa-grande-1.mp3" length="2089224" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/09/Quando-il-piccolo-diventa-grande2.mp3" length="1901412" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Le parabole di Gesù</title>
		<link>https://www.chiesadicristoudine.com/le-parabole-di-gesu/</link>
					<comments>https://www.chiesadicristoudine.com/le-parabole-di-gesu/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 09:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.chiesadicristoudine.com/?p=4503</guid>

					<description><![CDATA[Gesù, durante il suo passaggio su questa terra, come è noto a tutti, credenti e non, predicò attraverso l’utilizzo di molte parabole. Nei Vangeli ne troviamo, infatti, una quarantina.
Ma cosa sono le parabole?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4503-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/10/Le-parabole-di-Gesu.mp3?_=3" /><a href="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/10/Le-parabole-di-Gesu.mp3">https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/10/Le-parabole-di-Gesu.mp3</a></audio>



<p></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4bfe635dad52d42850fdafe1b9e00cd3">Gesù, durante il suo passaggio su questa terra, come è noto a tutti, credenti e non, predicò attraverso l’utilizzo di molte <strong>parabole</strong>. Nei Vangeli ne troviamo, infatti, una quarantina.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-58f0af9672518e39bf21afe8c7717f08">Ma&nbsp;<strong>cosa sono le parabole</strong>?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c9e5ad339257eb491772b507107da00a">Dal punto di vista dell’etimologia, Il termine “parabola” deriva dal greco&nbsp;<strong><em>parabolè</em></strong>, letteralmente “mettere accanto”: quindi fa riferimento a un&nbsp;<strong>confronto</strong>, un paragone. Quindi, le parabole sono in primis racconti molto brevi, anche di pochissime righe, che esprimono una similitudine fondamentale al loro interno.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-710cdc40a9a7f3bf847849e8502a6c17">Un’altra domanda è:&nbsp;<strong>su cosa si basano</strong>?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ea85b2ea2b5c63bca1f897b9138996e3">Su aspetti concreti della vita quotidiana, quadretti di vita lavorativa, avvenimenti legati al mondo naturale: insomma, su tutto ciò che è facile da concepire, da immaginare e da comprendere per gli uomini.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9abd7605f333660291bb72045caf4ce7">Le parabole hanno, di conseguenza, sempre&nbsp;<strong>un significato molto semplice</strong>&nbsp;e immediato da cogliere, ma, allo stesso tempo,&nbsp;<strong>uno più profondo</strong>: è proprio qui che si “nascondono” gli insegnamenti e i principi fondamentali che Gesù intendeva (e intende ancora) trasmettere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7fbdacf8db0da2f42edbc5e8cd8173f9">Ma&nbsp;<strong>perché proprio le parabole</strong>?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-121dc30c91c8cf81074ed4382e9a984a">Perché insegnano in modo “pratico” l’essenza del Vangelo, andando&nbsp;<strong>dritte al punto</strong>, permettendo al Signore di veicolare concetti centrali del suo messaggio anche senza prediche lunghe, di coinvolgere maggiormente chi ascoltava (e chi legge la Bibbia ancora oggi),<strong>&nbsp;spingendoci a riflettere personalmente</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7b6b33971aa8aebb1bbc5aa57f0bee41">Non solo, ma le parabole sono anche la realizzazione di una profezia (di secoli prima), quella che leggiamo al Salmo 78:2: «<em>Io aprirò la mia bocca per esprimere parabole, esporrò i misteri dei tempi antichi</em>», ripresa in Matteo 13:35. Esse rappresentano il compimento di qualcosa di predetto, e perciò la manifestazione, di un&nbsp;<strong>progetto</strong>&nbsp;più grande, irraggiungibile per il pensiero umano.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2e0456ff0bf24db00bb152221263e70f">Emerge una&nbsp;<strong>duplice funzione</strong>&nbsp;di questi racconti. Da un lato essi rendono accessibili principi complessi, semplificano e rendono alla portata di tutti alcuni aspetti ineffabili, difficilmente immaginabili per l’uomo. Dall’altro non danno risposte già pronte, ma chiedono uno sforzo di comprensione, spesso uno schieramento all’interno delle storie e una riflessione personale per cogliere il loro significato più profondo, l’essenza del messaggio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-96e2365ea9de85f52f81842041720967">E ancora: quello che si trae (o non si trae) dalle parabole può anche cambiare anche da persona a persona, in base alla sensibilità, all’estrazione culturale, al carattere e al vissuto dei singoli, oltre al tempo che vi si dedica. Marco 4:33 ricorda: «<em>Con molte parabole di questo genere esponeva loro la parola,&nbsp;<strong>secondo quello che potevano intendere</strong>»</em>: da questo passaggio non solo capiamo che anche gli apostoli (e quindi anche noi oggi) non comprendevano sempre a fondo tutti i significati che Gesù voleva veicolare, ma anche che la stessa parabola&nbsp;<strong>può colpire persone diverse in modi diversi</strong>, portare qualcuno a considerare maggiormente alcuni aspetti piuttosto che altri. Sono quindi testimonianze della ricchezza del testo biblico, che in pochissime righe può nascondere tantissimo. Ce ne rendiamo conto quando le leggiamo e rileggiamo più volte: in prima battuta veniamo colpiti da un principio particolare, poi da altri; e quando ci ritorniamo a distanza di tempo, capita di cogliere elementi che mesi o anni prima non avevano neanche sfiorato la nostra mente.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d1b7d0947eb2e46e9aa1e4ac4157e184">Le parabole sono altresì dei&nbsp;<strong>testi senza tempo</strong>, sempre attuali o attualizzabili, perché anche se raccontate migliaia di anni fa possono influenzare il nostro pensiero e il nostro modo di vivere ancora oggi.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e67347aa58e4dbf41cfff99e06acfdca"><em>Samuele Meton</em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.chiesadicristoudine.com/le-parabole-di-gesu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/10/Le-parabole-di-Gesu.mp3" length="1974065" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è vita &#8220;dopo il parto&#8221;.</title>
		<link>https://www.chiesadicristoudine.com/ce-vita-dopo-il-parto/</link>
					<comments>https://www.chiesadicristoudine.com/ce-vita-dopo-il-parto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.chiesadicristoudine.com/?p=4489</guid>

					<description><![CDATA[C’è un racconto, spesso attribuito a una fonte ungherese ma di autore incerto, che una volta letto o ascoltato è difficile dimenticare. È la storia di due gemelli, ancora nel grembo materno, che discutono se esista una vita dopo il parto. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4489-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/10/Ce-vita-dopo-il-parto.mp3?_=4" /><a href="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/10/Ce-vita-dopo-il-parto.mp3">https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/10/Ce-vita-dopo-il-parto.mp3</a></audio>



<p></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1538939dfc4c22150db9e0550cd714cc"><strong>Dove finisce ciò che vediamo, comincia davvero il nulla?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f0ab65d2539435f546eb6182e761476b">C’è un racconto, spesso attribuito a una fonte ungherese ma di autore incerto, che una volta letto o ascoltato è difficile dimenticare. È la storia di due gemelli, ancora nel grembo materno, che discutono se esista una vita dopo il parto. Un racconto semplice, quasi infantile, eppure capace di far riflettere chiunque lo legga, credente o no, su una domanda che riguarda tutti: cosa c&#8217;è oltre ciò che possiamo vedere e toccare?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-54ea27d90fc3f99e325e5a583afb0c25">Vale la pena leggerlo con calma.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-216c3d3010344b410399d3c6a02f7942">Nel ventre di una madre c&#8217;erano due bambini. Uno chiese all’altro: «Credi in una vita dopo il parto?»</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-0eeb488f4ee1e9d89e5b3390be924b2d">L&#8217;altro rispose: «È chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Credo che siamo qui per prepararci a ciò che sarà fra un po’.»</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7a69ac44618c75f00ba45f61c3c28c81">«Sciocchezze, non c&#8217;è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?»</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-674ab4f8eaae131b179afa3b96e5eec4">«Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora.»</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4a29a7273b18ed5bf9d0d3d6884480e9">«Ma no, è assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. La vita dopo il parto è fuori questione.»</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-43918c6c0b19242c7f395c76ca934424">«Beh, io credo che ci sia qualcosa di diverso da quello che abbiamo qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico.»</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4d0fc43524fb99152b27a3070eda73e7">Il primo si innervosì un po’: «Io invece non ci credo. E poi, se c&#8217;è davvero vita dopo il parto, allora perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita, e nel post-parto non ci può essere altro che oscurità, silenzio, oblio, annullamento di tutto.»</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-57ce47d258d2ce7b681d3bbc8456e416">«Beh, io non so, ma sicuramente troveremo la mamma, e lei si prenderà cura di noi.»</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-757552793c8f28d52160b5cc946f3e79">&#8220;Mamma? Tu credi davvero all’esistenza di una mamma? Questo è ridicolo. Se la mamma c&#8217;è, allora dov&#8217;è ora? Io non la vedo!»</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-e6a8efa84694feff3c9e3cbe9f3c76de">«Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere.»</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e9d0115b7587b26a9c292c64c50ae03a">«Beh, io non posso vederla, quindi è logico che lei non esiste.»</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-63be3093116c021b1ce6181590956ca5">«A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù…»</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f3ddd8dd5e70b2f7b4d44c2b0402930d">Così uno scrittore ha immaginato di spiegare, con un racconto per bambini, una domanda che in realtà riguarda ogni essere umano adulto: esiste qualcosa oltre questa vita? Ed esiste Qualcuno che ci sostiene, anche se non lo vediamo?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f2bc7537ffc40d7bcc0ce5817afa7b7f">Ci sono essenzialmente due modi di guardare alla vita. Il primo bambino ragiona in modo apparentemente logico: se non vedo, non ho evidenze certe, se non posso dimostrare, allora non credo ad altro. È un modo di pensare che oggi è molto diffuso: si tende a credere solo a ciò che si può misurare, verificare, controllare. Tutto il resto — Dio, un senso ultimo delle cose, una vita dopo la morte — viene considerato una favola nata per consolarsi.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8334d0955379cfb257ab756135ea14d8">Eppure, guardando bene, anche quel bambino vive intrappolato dentro un orizzonte troppo piccolo per la realtà che lo circonda. Non riesce a immaginare la luce, perché non l’ha mai vista. Non riesce a immaginare la madre, perché non l’ha mai incontrata faccia a faccia. Scambia i limiti della propria esperienza per i limiti della realtà stessa.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5d012b83ae336af21408747e5269ee52">Il secondo bambino non ha prove da esibire. Non sa descrivere con precisione cosa lo aspetta fuori. Ma intuisce qualcosa di più grande: che quella vita ristretta non può essere tutto, che c&#8217;è una madre che già ora lo circonda e lo sostiene, anche se non riesce a vederla, e che nel silenzio, ascoltando, è possibile percepire la sua presenza.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e022f129a4c74d8002b44a71c450fb62">La domanda riguarda ognuno di noi. Forse anche tu, leggendo queste righe, ti riconosci più nel primo bambino: hai bisogno di prove “scientifiche” e “logiche”, di qualcosa di concreto prima di credere in un Dio che non vedi. È una posizione comprensibile, ma vale la pena farsi una domanda semplice: e se il problema non fosse che Dio non esiste, ma che la nostra prospettiva è ancora troppo limitata per percepirlo, un po&#8217; come quella di un bambino che non è ancora nato?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b7f918be240fe2cbac606ecc941a587f">La buona notizia è che a questa domanda esiste una risposta, e non è affidata soltanto all&#8217;intuizione o al sentimento. C&#8217;è un punto che rende questa storia diversa da una semplice bella metafora: nella nostra vicenda reale, Qualcuno è davvero tornato a raccontare cosa c&#8217;è dall’altra parte.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0dd264b414928602cfbeb170bbeb2777">Parliamo della risurrezione di Gesù Cristo. Non un’idea filosofica, non una favola consolatoria, ma un evento storico attestato da testimoni, che cambia radicalmente i termini della domanda: se qualcuno è risorto dai morti, allora la morte non è l’ultima parola, e la vita “dopo” non è una vaga speranza, ma una realtà accertabile.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-496a69eb035b20fb0747665d02b68406"><em>«Ma ora Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che dormono» </em>(1ª Lettera ai Corinzi 15:20)<em></em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ff44edb60f527c374ae271fb4612710c">E questo Dio, che quel bambino nel grembo non riusciva a vedere ma di cui intuiva la presenza, non è poi così lontano da noi:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e21b4556b0eae3e3ea3f56b767d471a0"><em>«Egli non è lontano da ciascuno di noi, poiché in lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo»</em> (Atti degli Apostoli 17:27-28)<em></em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8042839f66457f495a659713c366beae">Il nostro invito allora è questo: cercare, studiare la Bibbia, non fermarsi alle apparenze. Non credere ciecamente, senza pensare, anzi, il contrario: fermarsi a indagare seriamente, con la stessa serietà con cui affronteresti qualsiasi altra decisione importante della tua vita. La Bibbia non è un libro di favole da accettare per fede ingenua: è un testo che vuole essere esaminato, messo alla prova, confrontato con i fatti. Lo scrittore sacro Luca lodava proprio chi, ricevuto un messaggio su Dio, non lo accettava passivamente né lo rifiutava a priori, ma esaminava le Scritture ogni giorno per verificare se le cose stessero davvero così (Atti degli Apostoli 17:11).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd7b3983891db3fadf978b413b265114">Ti invitiamo a fare lo stesso: a prendere in mano un Vangelo e leggerlo, a porti le domande scomode, a non accontentarti né di un rifiuto sbrigativo né di un&#8217;accettazione superficiale. La verità, se esiste, regge all’esame. E se Dio esiste davvero, come intuiva il secondo bambino, allora vale la pena cercarlo con serietà, prima che il tempo per farlo finisca. Anche nell’Antico Testamento leggiamo:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a9dfe577833910bd5f8143f18de311a2"><em>«Se ricercherai il Signore, il tuo Dio, lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima»</em> (Deuteronomio 4:29)<em></em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ff306e2eecd1ebf1de7151f7aea38da8">Proprio come per quei due bambini nel grembo, arriverà un momento in cui il tempo della domanda si chiude e resta solo la realtà, qualunque essa sia. La differenza è che nel nostro caso non dobbiamo aspettare il “parto” (la fine della vita terrena) per scoprirlo: possiamo iniziare a cercare da adesso, possiamo cambiare strada da adesso, ed è questo il significato del ravvedimento e della conversione: la possibilità concreta di voltarsi verso una luce di cui, in fondo, si può già intuire l’esistenza.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1c03948d2e450dd452a3955c911b945d">Se qualcosa di questa storia ti ha toccato, approfittane. Cerca, leggi, poni domande. La porta per iniziare a conoscere Dio è più vicina di quanto pensi. E se vuoi, noi siamo qui per camminare con te verso la vita eterna che Gesù ci ha promesso.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-688c3fa60f9b175d65d36166c3c5c16d"><em><strong>Remo Molaro</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.chiesadicristoudine.com/ce-vita-dopo-il-parto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/10/Ce-vita-dopo-il-parto.mp3" length="2084821" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Nell’amore non c’è paura</title>
		<link>https://www.chiesadicristoudine.com/nellamore-non-ce-paura/</link>
					<comments>https://www.chiesadicristoudine.com/nellamore-non-ce-paura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Biblici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.chiesadicristoudine.com/?p=4482</guid>

					<description><![CDATA[Il messaggio rivoluzionario nella I lettera di Giovanni al capitolo 4 Viviamo in un tempo in cui la paura sembra essere diventata il sentimento dominante. Le cronache quotidiane parlano di guerre, crisi economiche, instabilità politica, malattie, solitudine e incertezza sul futuro. A queste paure collettive si aggiungono quelle più intime: il timore di fallire, di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5ac81341e544122b166032d83d0ac626"><strong>Il messaggio rivoluzionario nella I lettera di Giovanni al capitolo 4</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-faeaf10f4b32b21a4224e53d4e9fa149">Viviamo in un tempo in cui la paura sembra essere diventata il sentimento dominante. Le cronache quotidiane parlano di guerre, crisi economiche, instabilità politica, malattie, solitudine e incertezza sul futuro. A queste paure collettive si aggiungono quelle più intime: il timore di fallire, di non essere amati, di perdere le persone care, di non avere un domani sicuro.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e716aade9378f47a1ea98179bc06a7aa">La nostra società ci presenta un uomo inquieto, spesso schiavo della propria sofferenza interiore. La paura genera preoccupazione; la preoccupazione alimenta l’ansia; l’ansia può trasformarsi in angoscia e tristezza e sebbene queste condizioni si distinguano sul piano clinico, nella vita quotidiana si intrecciano fino a imprigionare il cuore dell’uomo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-20528bc26a523e2be39469f46870158e">È proprio in questo contesto che le parole dell’apostolo Giovanni risuonano con una forza sorprendente:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-028f00fa46e6d71f3cc6d36c5792777b">«<em>Dio è amore… Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura»</em><br>(1ª Lettera di Giovanni 4:8,18).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-87994b1417d1a44856d62d63aab95a89">Queste affermazioni non sono semplicemente poetiche, rappresentano una delle più profonde definizioni di Dio contenute nell’intera Scrittura.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1338a1b83cf9ced4c8ddb087bee58ccf"><strong>L’UOMO VIVE NELL’EPOCA DELLA PAURA</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-19570c938ce4646e5f946525c0cb2e2d">La paura accompagna l’essere umano fin dalle origini. Essa può manifestarsi come semplice prudenza oppure assumere forme più profonde e paralizzanti.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c90ec1df3ff5839c3806ead5a64ce749">Abbiamo paura della solitudine, paura del futuro, paura della malattia, paura dell’abbandono, paura del giudizio degli altri e forse più di ogni altra cosa paura della morte.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6c41e5d76690060a2762fd6ab54044af">Ogni epoca ha avuto le proprie paure, ma la nostra sembra averle moltiplicate. La tecnologia ci permette di conoscere in tempo reale ogni tragedia del pianeta, alimentando una costante sensazione di precarietà.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4081bc6f53eb8612ca6ea3ad9da9b24b">Esiste però una paura ancora più profonda: quella di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-950275a54d820e781ecbe90dffe97729">Per secoli molti hanno conosciuto Dio soprattutto come un giudice severo da placare. La paura dell’inferno, del castigo e della condanna è stata spesso utilizzata come strumento di controllo religioso. È innegabile che nella storia alcune istituzioni ecclesiastiche abbiano alimentato questa visione attraverso pratiche coercitive e una spiritualità fondata più sul timore che sull’amore.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f5e2a7917962e1bcffb6346809583628">Questa prospettiva ha influenzato anche molti pensatori moderni.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6694af21f0d4cee58da67253b61ac4c5">Nel 1927 il filosofo Bertrand Russell, nel celebre discorso&nbsp;<em>Perché non sono cristiano</em>, sostenne che la religione nasce essenzialmente dalla paura, paura dell’ignoto, della morte e dell’insuccesso.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-462d03fe6e09fc0ccefb9b89fbba1a8e">Pur non condividendo la sua conclusione, è interessante osservare come Russell descriva una religiosità costruita sul timore, ed è proprio questa concezione che l’apostolo Giovanni demolisce.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0da2ffdb9127ab67f0857e6073bdbd38"><strong>DIO NON È DEFINITO DALLA PAURA, MA DALL’AMORE</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-612d723c1802b825f39928c68c5b2b03">L’affermazione “Dio è amore” rischia di apparire oggi quasi scontata, in realtà è una dichiarazione rivoluzionaria.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-baf1480e9c358f839e54027e3c9f16a4">Giovanni non dice semplicemente che Dio ama, ma qualcosa di molto più profondo, dice che&nbsp;l’amore appartiene all’essenza stessa di Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-78e3af9381b37677592d5ebe1e696710">Naturalmente questo non significa che Dio sia soltanto amore nel senso sentimentale del termine. Dio rimane perfettamente santo, giusto e retto, tuttavia, il suo agire verso l’uomo nasce sempre dal suo carattere amorevole.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5720b24e709e04b1b5ce4724f4af0c02">Il punto decisivo è un altro, non dobbiamo definire Dio partendo dalla nostra esperienza umana dell’amore, sempre limitata e imperfetta, dobbiamo invece comprendere che cos’è il vero amore guardando a Dio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd851d9849be0e27441c19e6a545c162">È Lui il modello, la misura, la sorgente.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-66c5f2a056d4fe9750f3c11db0ccd8f6"><strong>L’AMORE PERFETTO CACCIA VIA LA PAURA</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-24feaac27a57a3f643583054ede35b64">Giovanni, come abbiamo visto, scrive:&nbsp;<em>«Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo.»</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bbae516fd8af87a2552874b94bfb99e0">Il contesto del passo è fondamentale. L’apostolo non sta parlando di ogni forma di paura, non intende dire che il cristiano non proverà mai timore davanti ai problemi della vita. Sta parlando della paura del destino eterno, chi vive nella certezza dell’amore di Dio non vive nell’angoscia della condanna.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b7529721503cea752034de96350471ba">L’immagine è straordinaria, la paura viene “cacciata via”, il verbo greco descrive un’espulsione energica. L’amore di Dio non si limita ad attenuare la paura, la allontana in maniera definitiva, perché il cristiano sa che Cristo ha portato su di sé il castigo dovuto al peccato e la certezza del perdono produce pace.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-55dc729b3c4c5609a4c0b414fac3ba20"><strong>IL RAPPORTO CON DIO CAMBIA COMPLETAMENTE</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-887334e4dbc4df6f5afb635582b221c4">La Scrittura presenta due modi molto diversi di rapportarsi a Dio. Il servo obbedisce perché teme la punizione mentre Il figlio obbedisce perché ama il padre.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6dfca9dfd060e6d2410a1fa3357b66c6">Gesù stesso dichiarò ai suoi discepoli:&nbsp;<em>«Non vi chiamo più servi… ma vi ho chiamati amici»</em>&nbsp;(Vangelo di Giovanni 15:15).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bd43ccf4fdd8613f4d68375697f9427e">Anche Paolo ricorda:&nbsp;<em>«Tu non sei più servo, ma figlio»</em>&nbsp;(Lettera ai Galati 4:7).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-69fe148286cbff2a6fd7678fc83f7b21">L’obbedienza non nasce dalla paura di essere respinti ma dalla gratitudine di essere già stati accolti. Questo, tuttavia non elimina il santo timore di Dio. La Bibbia continua a parlare del timore del Signore come di un atteggiamento di profondo rispetto, riverenza e adorazione (Lettera ai Filippesi 2:12; 1ª lettera di Pietro 2:17). Ma questo timore è completamente diverso dalla paura servile di chi teme soltanto il castigo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5e8a061d68ffb9864d24568b9085913d"><strong>L’AMORE TRASFORMA IL MODO DI VIVERE</strong></p>



<p>Quando il cristiano comprende davvero di essere amato da Dio, cambia il suo modo di affrontare la vita, perché l’amore genera fiducia, la fiducia genera serenità e la serenità produce libertà. Questo non significa vivere senza difficoltà, ma affrontarle sapendo di non essere soli, perché l’amore di Dio diventa la forza che permette di superare la paura. Come scrive Paolo:&nbsp;<em>«Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?»</em>&nbsp;(Lettera ai Romani 8:31).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3a031bd1934e1e8956db97e5c3e9c8b1"><strong>TRE ATTEGGIAMENTI CHE ALIMENTANO UN AMORE SENZA PAURA</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8afe3ea0920cc40ecab5c513b2c77bc7">La speranza in Cristo non è semplice ottimismo, è la certezza che Dio mantiene le sue promesse.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5d4444d3514d6edc9f7ab2d6c52189fe">1. <strong>Coltivare la speranza</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-59790479c7372c023d52b5247a2591f5">Una testimonianza straordinaria e toccante proviene dai bambini rinchiusi nel campo di concentramento di Terezin durante la Seconda guerra mondiale. In mezzo all’orrore più indicibile e alla morte come unica prospettiva di liberazione (su 15 mila, solo pochi centinaia riuscirono a salvarsi) uno di loro scrisse:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-82f68a7f3a2ed0896e406f107657eb97"><em>Il sole ha fatto un velo d’oro<br>Così bello che il mio corpo duole.<br>Sopra, i cieli gridano il blu.<br>Convinto, ho sorriso di qualche errore.<br>Il mondo è in fiore e sembra sorridere.<br>Ho voglia di volare, ma dove? Alto come?<br>Se sul filo spinato le cose possono fiorire,<br>Perché non potrei anch’io? Non voglio morire.</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b5990fc2967c9daf5165008d3fc2c7a0">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;(Anonimo,&nbsp;<em>Una sera lieta</em>, 1944)</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f77fb28e622322ad77368c24c935d56d">Queste parole mostrano quanto potente possa essere la speranza anche nelle circostanze più drammatiche.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6223602f9c5da21e602b9a048d0e877b">L’apostolo Paolo afferma:&nbsp;<em>«La nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria»</em>(2ª Lettera ai Corinzi 4:17-18). La fede permette di guardare oltre ciò che è visibile.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f825c9274ca10047d68be98d437b3b4a"><strong>2. Vivere con il coraggio della fede</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e3e8f7ff11b55802b72c3cdf96920e1a">Il coraggio non consiste nell’assenza della paura, consiste nel non permettere alla paura di governare le nostre decisioni.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-61636f132990025bb604d47a8540626f">Paolo Borsellino affermò: “È normale che esista la paura, in ogni uomo; l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti “</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6cb4be465e16db7a9afb8d2a6bc587db">Il Cristiano può affrontare il futuro confidando nella promessa di Dio:&nbsp;<em>«Io non ti lascerò e non ti abbandonerò… Il Signore è il mio aiuto; non temerò»&nbsp;</em>(Lettera agli Ebrei 13:5-6). La fede non elimina ogni incertezza, ma ci permette di attraversarla con fiducia.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fe3d4f72b43d051516141ec2dfc726db"><strong>3. Imparare la gratitudine</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bf6bb5da616fa20fe8d7ca46ef8190c8">Tra le virtù, la gratitudine è forse una delle più trascurate ed è la più difficile da trovare, vera e spontanea sulle labbra e nel cuore degli uomini.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4a7df47f5f029e46ef1e6a528acab9a4">Quando Gesù guarì dieci lebbrosi (Vangelo di Luca 17:11-19), solo uno tornò indietro per ringraziarlo e la domanda di Cristo rimane ancora oggi attuale:&nbsp;<em>«E gli altri nove dove sono?».</em>Gli altri, nella gioia della guarigione, se ne erano andati, dimenticando l’Uomo-Dio che li aveva guariti. C’è una differenza cruciale tra i nove e l’uno. I nove non sono cattivi, sono semplicemente distratti dal mondo, dimenticano subito Dio nella frenesia del vivere nel mondo. A volte è difficile tornare indietro, capire quello che Dio ha fatto per noi. Il rischio dell’ingratitudine ci colpisce spesso nella vita di tutti i giorni, figuriamoci verso Dio, ma non esiste un vero progresso morale e una vera maturità spirituale se non c’è nel nostro cuore una profonda e sincera riconoscenza verso il Padre celeste.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bf162f4b124d22555d8ef007179e322e">La gratitudine riconosce che tutto ciò che possediamo è dono della grazia di Dio e ci ricorda che viviamo sostenuti dalla sua provvidenza, dalla sua misericordia e dal suo perdono. Un cuore riconoscente è anche un cuore libero dalla paura, perché sa che il Dio che ha provveduto ieri continuerà a provvedere domani.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9f05cc108dec7d8411e53947083df39d"><strong>LA CERTEZZA CHE CAMBIA OGNI COSA</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b772a5943ecf94ef7ea5f8388f36352c">Viviamo in un mondo che continua ad alimentare nuove paure. Il Vangelo, invece, annuncia una buona notizia radicalmente diversa. Dio non desidera governare i suoi figli attraverso il terrore, li attira mediante il suo amore e il cristiano non vive nella costante angoscia di essere rifiutato, ma nella certezza di essere stato accolto in Cristo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7a432d5d9f3c4c4977711f6d18f3b9dd">Questa sicurezza non conduce alla superficialità, bensì a una vita di obbedienza, fiducia e riconoscenza, per questo Giovanni può concludere con una delle affermazioni più luminose dell’intero Nuovo Testamento:&nbsp;«Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura.»</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fcbcddac217a94d691556c27a315f1cd">Quando comprendiamo davvero l’amore di Dio manifestato in Cristo, la paura non scompare magicamente da ogni circostanza della vita, ma perde il suo dominio sul nostro cuore ed è proprio questa certezza che rende il Vangelo una buona notizia per ogni uomo e per ogni donna di ogni tempo.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2b2adbb5f8dc48770b54cd0d9bd147d6"><em><strong>Gianni Berdini</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.chiesadicristoudine.com/nellamore-non-ce-paura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il coraggio di cambiare strada</title>
		<link>https://www.chiesadicristoudine.com/il-coraggio-di-cambiare-strada/</link>
					<comments>https://www.chiesadicristoudine.com/il-coraggio-di-cambiare-strada/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 20:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[senso della vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.chiesadicristoudine.com/?p=4477</guid>

					<description><![CDATA[C’è un episodio della Bibbia che mi fa sorridere particolarmente perché ricorda la favola di Pinocchio, e mi fa immaginare un bambino capriccioso che non vuole fare quello che il papà gli chiede. Non vuole non perché sia un compito troppo difficile ma proprio perché non vuole, perché dice: «Uffa, non è giusto, non mi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7932c8998c13a64ed6895f511106ee31">C’è un episodio della Bibbia che mi fa sorridere particolarmente perché ricorda la favola di Pinocchio, e mi fa immaginare un bambino capriccioso che non vuole fare quello che il papà gli chiede. Non vuole non perché sia un compito troppo difficile ma proprio perché non vuole, perché dice: «Uffa, non è giusto, non mi va!». Nello stesso tempo, però, è anche un episodio che, proprio come per Pinocchio, è molto serio e fa molto riflettere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9a69185249ab80362abd1713932737a8">C’è un momento, nella vita di ogni persona, in cui ci si ferma a guardare indietro e ci si chiede: «Sto andando nella direzione giusta?». È una domanda scomoda, perché per rispondere sul serio bisogna essere onesti con se stessi, e l’onestà, a volte, fa male. Eppure è proprio da quella domanda che può nascere qualcosa di nuovo e di meraviglioso. Se stai leggendo queste righe e non ti consideri una persona religiosa, o se hai sempre guardato al cristianesimo con distacco o diffidenza, ti chiedo solo una cosa: qualche minuto di attenzione sincera. Non per convincerti con la forza delle parole, ma per raccontarti una storia antica che, forse più di ogni discorso, parla ancora oggi al cuore di chi la ascolta. C’era una volta una città condannata, e un profeta che non voleva andarci…</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-00c2ba934d4fb37a7ae1a29896ef0395">La storia, contenuta nell’Antico Testamento, è quella contenuta nel Libro di Giona, profeta al quale Dio affida un compito preciso: andare nella grande Ninive, capitale dell’Impero assiro, per annunciare che la sua malvagità è arrivata al culmine e che il giudizio divino sta per abbattersi su tutti i suoi abitanti. Giona, però, non ne ha nessuna voglia, non vuole dare, con quella minaccia, un’opportunità di conversione ai niniviti, che reputa troppo malvagi. Così, sale su una nave diretta dalla parte opposta, quasi a voler fuggire dalla presenza di Dio stesso. Ma si ficca decisamente nei guai: una tempesta, un naufragio, tre giorni nell’abisso marino, nel ventre di un grande pesce: pentendosi e invocando Dio riesce a salvarsi da quella situaizione che pareva senza scampo e si ritrova così di nuovo davanti allo stesso compito da cui era fuggito!</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6cf249d9d46bca475f39e27f36abbad4">Questa volta Giona obbedisce. Entra a Ninive e pronuncia un messaggio breve, quasi brutale nella sua semplicità: ancora quaranta giorni, e la città sarà distrutta. Nessun discorso elaborato, nessuna promessa consolatoria. Solo un avvertimento chiaro, dato a un popolo che di quell’avvertimento non aveva alcun bisogno apparente: Ninive era potente, ricca, sicura di sé, in teoria indistruttibile. Ma è proprio qui che la storia sorprende: il re di Ninive, udito l’annuncio di Giona, non si difende, non minimizza, non accampa scuse. Scende dal trono, si toglie le vesti regali, si veste di sacco e si siede nella cenere, compiendo gesti che esprimono il lutto più profondo e l’umiltà più radicale. Poi ordina che l’intera città, nessuno escluso, faccia lo stesso, cessando la propria condotta iniqua e rivolgendosi con sincerità a Dio, nella speranza che egli si ritragga dal suo furore. A quel punto Dio decide di essere clemente: la città più prospera e temuta, colpevole di violenza, corruzione, ingiustizia, viene risparmiata perché, ha avuto il coraggio di cambiare strada.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-262d2bd6eedfadd986d26f7e0673760b">Ma qual è il vero significato di questa storia? Il punto essenziale è che Dio guarda al cuore umano ed è severo davanti al male, ma anche pronto a fermare il suo giudizio e a dare una nuova opportunità nel momento in cui riscontra un pentimento vero. Ninive non ha avuto bisogno di riti complicati o di parole raffinate, bensì solo di riconoscere che qualcosa (molto!) doveva cambiare, e di farlo davvero, con i fatti e non solo con le parole. Ecco allora un messaggio che attraversa i secoli rimanendo sempre valido: il giudizio di condanna non è l’ultima parola su chi si volge indietro in tempo. Perché questo accada, però, deve accadere qualcosa di concreto: un cambiamento reale di direzione, quello che le Scritture chiamano&nbsp;<strong>ravvedimento</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b0aad662787da9b5e9f26e1a32667c7c">Si potrebbe pensare che si tratti di una vicenda lontana, legata a un mondo antico che non ha più nulla a che fare con la nostra epoca. Ma non è così, perché la domanda che quella storia pone resta identica: come sto vivendo, e dove mi sta portando la strada che ho scelto? Le Sacre Scritture insegnano che questo mondo, così come lo conosciamo, non durerà per sempre. Gesù Cristo, che è morto e risorto per la salvezza di ogni essere umano, tornerà un giorno non per offrire un’altra possibilità di rimandare, ma per portare a compimento la storia e chiamare ogni persona a rendere conto della propria vita. Quando? Non lo sappiamo. Forse fra secoli, forse oggi. E ciò, proprio come accadde a Ninive, deve indurci al ravvedimento finché ne siamo in tempo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-99e9af161b72bb8d364833231f23e015">La buona notizia è che questo tempo, oggi, esiste ancora:&nbsp;<em>«Ecco oggi il tempo accettevole, ecco oggi il giorno della salvezza!»</em>&nbsp;(2ª Lettera ai Corinzi 6:2). Non serve essere perfetti, né avere tutte le risposte, né sentirsi già pronti. Serve solo, come il re di Ninive, smettere di difendere la propria strada quando si capisce che è sbagliata e rivolgersi a Dio con sincerità. È esattamente ciò che la Bibbia chiama&nbsp;<strong>conversione</strong>: non un semplice cambiamento di opinione, ma un cambiamento di direzione, del cuore, della mente e della nostra vita, che nasce dal riconoscere in Gesù Cristo l’unica via verso la salvezza (Atti degli Apostoli 4:12).</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-34e9cb4cbb29fff013a27281e3173007">Nessuno può essere costretto a credere, e non è questo lo scopo di queste righe. Ma se dentro di te c’è una domanda che da tempo non trova risposta, se avverti che qualcosa nella tua vita ha bisogno di essere guarito o raddrizzato, sappi che quella domanda non è casuale. Ninive ebbe quaranta giorni. Noi non sappiamo quanti giorni abbiamo davanti a noi, ma sappiamo che oggi è uno di quei giorni.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-15dbd02966bac3f2f0031155b99bc570">L’invito, allora, è di non lasciare che questa riflessione svanisca come un pensiero passeggero. Se desideri parlarne, fare domande, o semplicemente conoscere meglio chi è Gesù Cristo e cosa significhi davvero convertirsi a Lui, la porta della nostra comunità è aperta. Non per giudicarti (a quello casomai ci pensa Dio) ma per camminare insieme a te verso quella stessa misericordia che un giorno fu concessa a un’intera città che ebbe il coraggio di cambiare.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5e7ea49d9fdd8a3deb6bde3b2d70de73"><em>«Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché siano cancellati i vostri peccati»</em> (Atti degli Apostoli 3:19).</p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Remo Molaro</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.chiesadicristoudine.com/il-coraggio-di-cambiare-strada/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’abbraccio che cambia la vita</title>
		<link>https://www.chiesadicristoudine.com/labbraccio-che-cambia-la-vita/</link>
					<comments>https://www.chiesadicristoudine.com/labbraccio-che-cambia-la-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 11:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.chiesadicristoudine.com/?p=4442</guid>

					<description><![CDATA[Qualche giorno fa stavo guardando un video su YouTube. In mezzo alla folla c’era un famoso giocatore di pallacanestro, affiancato da un paio di guardie del corpo. A un certo punto, però, un bambino, piccolissimo in confronto a quel gigante, si avvicinò con passo incerto ma deciso. Cercava la sua attenzione, forse voleva solo salutarlo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4442-5" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/07/Abbraccio-che-cambia-la-vita.mp3?_=5" /><a href="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/07/Abbraccio-che-cambia-la-vita.mp3">https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/07/Abbraccio-che-cambia-la-vita.mp3</a></audio>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-cbedcb26a283bf9f2eb13696d93b772b">Qualche giorno fa stavo guardando un video su YouTube. In mezzo alla folla c’era un famoso giocatore di pallacanestro, affiancato da un paio di guardie del corpo. A un certo punto, però, un bambino, piccolissimo in confronto a quel gigante, si avvicinò con passo incerto ma deciso. Cercava la sua attenzione, forse voleva solo salutarlo, forse sognava un abbraccio, una foto, un momento da custodire per sempre. Una delle guardie del corpo si affrettò a fermarlo, convinta che fosse solo un’interruzione, un fastidio da evitare. Ma proprio mentre il bambino veniva allontanato, il giocatore si voltò. Vide la scena. E con un gesto semplice, ma carico di significato, fermò la guardia. Disse di lasciarlo passare. Allora accadde qualcosa di bellissimo…</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0b2887398df636cb2a1ae7b1962b687c">Il giocatore si abbassò fino a inginocchiarsi, portandosi all’altezza di quel piccolo scricciolo pieno di speranza. Il bambino gli corse incontro, lo abbracciò con tutta la forza che aveva. Lui lo sollevò da terra, lo strinse, gli sorrise. In quel momento non c’erano più barriere, né distanza, né importanza sociale. C’era solo un incontro: il desiderio innocente di un bambino e la disponibilità di un uomo importante a farglisi vicino. Gli occhi del piccolo si spalancarono pieni di meraviglia e i suoi desideri, semplici e puri, furono esauditi. Ebbene, questo breve video mi fece riflettere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ca9cde03328c90cf8d43f826c2ac8b26">Pensai che c’è qualcosa di profondamente commovente nel vedere un bambino che corre incontro al proprio padre, con le braccia spalancate e il volto illuminato dalla gioia. In quell’istante non esiste altro: il mondo si ferma, il tempo rallenta, e tutto si concentra in quell’abbraccio. È un gesto semplice, istintivo, il bambino corre perché sa, senza alcun dubbio, di trovare accoglienza, protezione, sicurezza. E quando il padre o la madre si abbassano, aprono le braccia e lo stringono a sé, vediamo che in quell’abbraccio non c’è solo affetto, c’è la promessa di esserci sempre, di custodirlo, di sostenerlo, per sempre. È un amore che non chiede nulla in cambio, che non misura, che non trattiene. È un amore che si dona interamente.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b3e6a9bbf5f6e406804d3e9b76145145">In quegli istanti si comprende che l’amore vero non ha bisogno di grandi gesti o discorsi elaborati. Vive nella presenza, nel contatto, nel calore di un corpo che accoglie e di un cuore che si apre. E forse non c’è nulla di più tenero, né di più potente, di questo: un amore che si esprime in silenzio, in un correre incontro e in due braccia che sanno dire, senza parole, “sei al sicuro, sei amato, sei importante”. Queste parole non possono non farci pensare alla scena descritta in questi versetti del Vangelo di Luca 18:15-17.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-00a81582cbf62b8ab47414edb4de8bfe"><em>«Presentarono a Gesù dei fanciulli perché li toccasse; ma i discepoli, vedendo ciò, li sgridavano. Gesù allora, chiamati a sé i fanciulli, disse: “Lasciate che i piccoli fanciulli vengano a me e non glielo impedite, perché di tali è il regno di Dio. 17 In verità vi dico che chi non riceve il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non vi entrerà”».</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-86a53fdc3ffe85c7d598f9c757ef8e9c">Questi passi biblici ci mostrano un momento di profonda tenerezza e di insegnamento da parte di Gesù. È una scena che tocca il cuore, nella quale l’amore incondizionato del Signore si manifesta in modo cristallino, mettendo in discussione la logica e i pregiudizi del mondo. Immaginiamo la scena: alcuni genitori, con la speranza nel cuore, portano i loro bambini a Gesù, non per chiedere una guarigione miracolosa o un grande insegnamento, ma semplicemente perché li tocchi, perché li benedica.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-116b5f643ae339d38879123745c6e26f">Però i discepoli, con la loro mentalità, forse un po&#8217; troppo “adulta”, li rimproverano, agiscono come “guardiani” o, come diremmo ora, come&nbsp;<em>bodyguard</em>&nbsp;di Gesù, pensando che i bambini siano un disturbo. È una reazione che riflette una mentalità diffusa anche oggi: quella che considera le cose piccole e apparentemente insignificanti come meno importanti. Ma Gesù, con la sua infinita saggezza e il suo cuore compassionevole, capovolge la situazione. Egli non solo accoglie i bambini, ma li chiama a sé.&nbsp;<em>«Lasciate che i piccoli fanciulli vengano a me e non glielo impedite, perché di tali è il</em>&nbsp;<em>regno di Dio».</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ecebda5a537ff1f14fd7e20bb1564ea8">Le sue parole risuonano come un inno alla semplicità e all’innocenza, sono un invito a non ostacolare i bambini che in questo momento desiderano conoscere Gesù, oltre che una dichiarazione radicale sul regno di Dio. In sostanza, Gesù ci dice che il regno non è per i sapienti, i potenti o i perfetti, ma per coloro che hanno un cuore come quello di un bambino. Cosa significa avere un cuore da bambino? Significa avere umiltà, perché un bambino non ha la pretesa di sapere tutto. Si fida, chiede, e si lascia guidare.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-bbdcb6510e26f9ab33c3920353486dfe">Allo stesso modo, per entrare nel regno di Dio dobbiamo abbandonare la nostra autosufficienza e affidarci completamente a Dio. E significa avere fiducia, perché i bambini si fidano ciecamente dei loro genitori. Non si chiedono se il loro amore sia vero o se le loro promesse siano sincere. La fede nel regno di Dio richiede lo stesso tipo di fiducia incondizionata. Significa, ancora, essere dipendenti, perché un bambino sa di non potercela fare da solo. Ha bisogno di aiuto, di cura, di protezione. Riconoscere la nostra dipendenza da Dio è il primo passo per entrare nella sua grazia.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-767dfad3f398b9b77c486b9702940487">Questa verità è ribadita in altri passaggi della Bibbia. Nel Vangelo di Matteo 18:3-4 Gesù dice:&nbsp;<em>«In verità vi dico che se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Chiunque pertanto si umilierà come questo fanciullo, sarà il più grande nel regno dei cieli».&nbsp;</em>E in Marco 10:14-15, un versetto parallelo a quello di Luca, leggiamo:&nbsp;<em>«Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite, perché il regno di Dio è di chi è come loro. In verità vi dico: chi non riceve il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà».</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c8be78d0a19a7b11566112bfcf6842db">Il messaggio di Gesù è chiaro e commovente: la porta del regno non è custodita da intellettuali o da persone “grandi” e “perfette”, ma è aperta a chiunque si avvicini con la semplicità, l’umiltà e la fiducia di un bambino. Egli ci invita a riscoprire quella parte di noi che non ha bisogno di grandi meriti o risultati per essere degna d’amore, quella parte che sa semplicemente accogliere il dono di Dio con un cuore puro e fiducioso.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-75eaff9a170d50c636771d3a3055ad41">Il racconto dei bambini benedetti da Gesù ti ha fatto riflettere su qualche aspetto della tua fede? Ci auguriamo che questa scena resti davanti ai tuoi occhi come un invito del Signore. Fermati un momento e domandati: come mi avvicino io a Gesù? Con le mani piene di certezze, di ruoli, di meriti da esibire… o con le mani vuote di un bambino che sa solo tendere le braccia?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-44677154d2136f5402b8e94dcb41a817">Chiediti se, nel tempo, non hai preteso di controllare tutto e spiegare tutto, perfino Dio. E prova, per un istante, a deporre quella fatica. Immagina di correre verso di Lui senza paura, senza difese, senza parole preparate. Solo tu e il tuo bisogno d’amore. Rifletti su questo: di chi ti fidi davvero? Delle tue forze o della Sua promessa? Un bambino non analizza l’abbraccio: si lascia prendere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ecba69383223135cbe18f3d69572d1f9">Forse oggi Gesù ti sta dicendo proprio questo: non serve essere più forti, più giusti, più “adulti” nella fede. Serve tornare capaci di fidarsi totalmente di lui, in ogni momento e per ogni situazione della nostra vita.</p>



<p class="has-text-align-right has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5c40bed17bbbf92592c59726aca224ff"><em>Remo&nbsp;Molaro</em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.chiesadicristoudine.com/labbraccio-che-cambia-la-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/07/Abbraccio-che-cambia-la-vita.mp3" length="1840608" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Mettersi all&#8217;ascolto del Signore</title>
		<link>https://www.chiesadicristoudine.com/mettersi-allascolto-del-signore/</link>
					<comments>https://www.chiesadicristoudine.com/mettersi-allascolto-del-signore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 15:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.chiesadicristoudine.com/?p=4389</guid>

					<description><![CDATA[Spesso coltiviamo la cattiva abitudine di lamentarci dei mali del mondo prima di pensare che molto probabilmente siamo anche noi stessi ad aver contribuito al dolore di tante persone nei paesi più poveri, alle guerre, alla miseria economica e sociale, all’inquinamento, all’ingiustizia… e tutto a causa del nostro egoismo. Perché vogliamo, vogliamo, vogliamo comodità a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-handler-delloggetto-incorporato wp-block-embed-handler-delloggetto-incorporato"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-4389-6" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/03/Ascolto-Lettura.mp3?_=6" /><a href="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/03/Ascolto-Lettura.mp3">https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/03/Ascolto-Lettura.mp3</a></audio>
</div></figure>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-687617bb979b116dadcdcaf7bc7a8a0e">Spesso coltiviamo la cattiva abitudine di lamentarci dei mali del mondo prima di pensare che molto probabilmente siamo anche noi stessi ad aver contribuito al dolore di tante persone nei paesi più poveri, alle guerre, alla miseria economica e sociale, all’inquinamento, all’ingiustizia… e tutto a causa del nostro egoismo. Perché vogliamo, vogliamo, vogliamo comodità a cui non possiamo più rinunciare e cose che riteniamo indispensabili quando invece non lo sono! E quante volte ci arrabbiamo con con Dio incolpandolo per le ingiustizie, la miseria, le guerre nel mondo, la morte di persone innocenti, ma non pensiamo di ascoltare ciò che Lui ha da dirci?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6e4e78b601bb9ebd6886ab556a27a94d">Non è Dio a rimanere in silenzio: siamo noi che abbiamo dimenticato come ascoltare, o non abbiamo mai saputo farlo. Dio non smette mai di parlare. La Sua voce ci arriva attraverso le Sacre Scritture, le circostanze della vita, le persone che ci mette accanto… anche nei momenti in cui tutto sembra immobile o anche andare male. Ma spesso siamo noi ad avere il cuore pieno di “rumore”, di distrazioni, preoccupazioni e orgoglio. Così non riusciamo più a distinguere la Sua voce in mezzo al caos che ci circonda.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f99034aa717bc1703fc3067bfe1c1fac">Noi raramente ci fermiamo, raramente diamo al Signore lo spazio che dovremmo dargli, raramente ci sediamo ai suoi piedi per ascoltarlo, come decise invece di fare Maria, sorella di Lazzaro (Vangelo di Luca 10:39). La Bibbia ci ammonisce:&nbsp;<em>«Fermatevi e riconoscete che io sono Dio»</em> (Salmo 46:10), e ancora:<em> «Fermati, e ti farò udire la parola di Dio»</em> (1° Libro di Samuele 9:27)<em>.</em> Insomma, non è Dio che non parla più, ma noi che siamo diventati “sordi”. Abbiamo tempo per tutto, ma non per il Signore, energie per mille cose, ma non per alimentarci della sua Parola. Eppure, le benedizioni più grandi arrivano proprio quando ci mettiamo in silenzio davanti a Dio!</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3ea5411115cd81e62c9255e94d10c3df">Gesù disse che Maria aveva&nbsp;«<em>scelto la parte buona che non le sarà tolta»</em>&nbsp;(Luca 10:42). Mentre sua sorella Marta era agitata, impegnata, distratta da molte cose, Maria aveva scelto l’essenziale: ascoltare il suo Signore. Questo è ciò che Dio desidera anche da te. E Gesù non forza nessuno: <em>«Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce e apre la porta, entrerò da lui»</em>&nbsp;(Apocalisse 3:20).<br>La Sua voce c’è… ma la porta devi aprirla tu. Il Signore non fa irruzione, non si impone, non urla sopra il “rumore” che abbiamo continuamente dentro di noi. Egli attende, con pazienza, con amore, con rispetto per la tua libertà. E oggi, mentre leggi o ascolti queste parole, non sei qui per caso: ancora una volta, Dio ti sta ricordando qualcosa che hai dimenticato da un tempo più o meno lungo. Forse hai dimenticato che la sua presenza non si percepisce nella fretta, ma nella quiete, ed è per questo motivo che ci dobbiamo fermare un po’ per poterlo ascoltare, perché la Sua voce non si sente tra mille notifiche, ma nel silenzio della preghiera, senza lo smartphone vicino, nella nostra “cameretta” (Vangelo di Matteo 6:6). Perché per ascoltarlo non serve molto… basta poco, basta volerlo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a7fcc7437f572b02b83a6a3708cbee68">In fondo tutto ciò che devi fare è semplice: metti da parte il telefono per 15 minuti, apri la Bibbia, inginocchiati davanti a Dio.&nbsp;Sono 15 minuti che possono cambiare la tua giornata, la tua mente, la tua pace, il tuo cuore. Perché quando Dio parla, porta luce. Porta ordine. Porta guarigione e speranza. Le Sacre Scritture promettono:&nbsp;<em>«Venite a Me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò riposo»</em>&nbsp;(Vangelo di Matteo 11:28). Ma come può darti riposo se non ti avvicini, come può guidarti, se non lo ascolti? Oggi Dio ti sta facendo un invito dolce e serio allo stesso tempo; torna alla parte migliore. Fermati, ascoltalo, lascia che la Sua voce torni ad essere più forte del rumore dentro e fuori di te.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3c113dc0782246d1f923f0fb7b42eaf6">Nella frenesia della nostra vita siamo costantemente bombardati da rumori, notifiche, richieste di attenzione. La voce di Dio parla spesso attraverso il silenzio: non un silenzio vuoto, ma pieno di presenza. È nel momento in cui smettiamo di parlare, di chiedere, di pretendere, che possiamo finalmente sentire la risposta che è sempre stata lì. <em>Aprire il cuore</em> non è un atto passivo, ma una scelta coraggiosa. Significa accettare di essere vulnerabili, di mettere da parte le proprie certezze, i propri schemi mentali, i propri progetti. Significa dire: «Sono disposto ad essere trasformato, anche se non so in che direzione».</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3fe6fa26e3db2dfc410a7c93fcc11228">Ma come riconosciamo quando abbiamo veramente ascoltato? Ebbene, l&#8217;ascolto autentico porta frutti riconoscibili: pace interiore anche in mezzo alle difficoltà, compassione verso noi stessi e gli altri, chiarezza nelle decisioni importanti, capacità di perdonare, senso di gratitudine per ciò che abbiamo. L&#8217;invito ad ascoltare Dio è un invito ad ascoltare la vita stessa nella sua pienezza, con tutte le sue gioie e i suoi dolori, le sue domande e i suoi misteri. E forse, in quell’ascolto profondo, troviamo non solo Dio, ma anche noi stessi, perché quando apriamo il nostro cuore il Signore si manifesta, e allora riceviamo la benedizione che ha preparato per noi.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Remo Molaro</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-1 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="mailto:info@chiesadicristoudine.it">Scrivici !</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.chiesadicristoudine.com/mettersi-allascolto-del-signore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/03/Ascolto-Lettura.mp3" length="1722158" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Cosa ne pensate della persecuzione dei cristiani in diverse parti del mondo?</title>
		<link>https://www.chiesadicristoudine.com/cosa-ne-pensate-della-persecuzione-dei-cristiani-in-diverse-parti-del-mondo/</link>
					<comments>https://www.chiesadicristoudine.com/cosa-ne-pensate-della-persecuzione-dei-cristiani-in-diverse-parti-del-mondo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[@chiesadicristoudine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 18:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande e risposte]]></category>
		<category><![CDATA[Persecuzioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.chiesadicristoudine.com/?p=4377</guid>

					<description><![CDATA[D. Cosa ne pensate della persecuzione dei cristiani in diverse parti del mondo? Non vi pare che se ne parli troppo poco? 🎧 Ascolta questo articolo R. In molte parti del mondo, essere cristiani non è una scelta priva di conseguenze. Per milioni di uomini e donne, confessare la propria fede in Cristo significa affrontare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f1c2f0e4fd1a4021ef5605490353db0e"><em>D. Cosa ne pensate della persecuzione dei cristiani in diverse parti del mondo? Non vi pare che se ne parli troppo poco?</em></p>



<style>
  /* --- STILE DEL TESTO / BOTTONE --- */
  #ascolta {
    display: inline-block;
    font-family: "Georgia", serif;     /* cambia qui il font */
    font-size: 1.1em;                  /* dimensione testo */
    color: #004080;                    /* colore */
    text-decoration: none;
    font-weight: bold;
    cursor: pointer;
    transition: color 0.3s;
  }
  #ascolta:hover {
    color: #cc0000;                    /* colore al passaggio del mouse */
  }
</style>

<a id="ascolta" href="#" role="button">🎧 Ascolta questo articolo</a>
<audio id="lettura-articolo" src="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/02/Persecuzione-dei-cristiani-Lettura.mp3" preload="none" style="display:none"></audio>

<script>
  document.addEventListener('DOMContentLoaded', function () {
    const btn = document.getElementById('ascolta');
    const audio = document.getElementById('lettura-articolo');
    let playing = false;

    btn.addEventListener('click', function (e) {
      e.preventDefault();

      if (!playing) {
        audio.play().then(() => {
          playing = true;
          btn.textContent = '⏸️ Pausa audio';
        });
      } else {
        audio.pause();
        playing = false;
        btn.textContent = '🎧 Ascolta questo articolo';
      }
    });

    // Se l'audio finisce, reimposta il testo
    audio.addEventListener('ended', function () {
      playing = false;
      btn.textContent = '🎧 Ascolta questo articolo';
    });
  });
</script>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-250a099226739f6b271f7379570ddafb">R. In molte parti del mondo, essere cristiani non è una scelta priva di conseguenze. Per milioni di uomini e donne, confessare la propria fede in Cristo significa affrontare discriminazioni, pressioni sociali, violenze e, in alcuni casi, la morte. Questa realtà, purtroppo, è spesso poco conosciuta o sottovalutata, anche all’interno delle comunità cristiane che vivono in contesti di libertà e sicurezza, come nel nostro Paese.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-635d45242d8896e4c69392648638a69c">Moltissimi cristiani vivono oggi in Paesi dove la fede è ostacolata o apertamente perseguitata. Le forme di persecuzione sono molteplici: in alcune regioni si manifestano con attacchi armati e distruzione delle comunità; in altre, con leggi restrittive, controlli continui, esclusione dalla vita sociale e lavorativa. In tutti i casi, si tratta di una negazione della libertà di coscienza e di culto.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-137c372101b87502fff113f611f95a7e">L’Africa subsahariana è una delle aree più colpite. In diversi Paesi, gruppi armati prendono di mira villaggi cristiani, colpendo civili inermi.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0f95fe0f964b2c8b015d962d71286a73">In alcuni Paesi dell’Asia lo Stato esercita un controllo rigoroso sulla vita religiosa, limitando le attività delle chiese e scoraggiando ogni forma di espressione pubblica della fede. In altri, la pressione proviene dalla famiglia o dalla comunità di appartenenza, rendendo la vita del cristiano una continua prova di resistenza e fedeltà.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3798b0cd0b1905196ceefa75856a8d96">Anche in Medio Oriente, culla storica del cristianesimo, molte comunità si sono drasticamente ridotte o sono scomparse. Vi sono luoghi dove guerre, instabilità e crescente intolleranza religiosa hanno costretto intere famiglie cristiane all’esilio, svuotando villaggi e città che per secoli avevano custodito una presenza cristiana continua.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-59a3578dd2cc00ef0c30626f51c14795">Di fronte a queste realtà, è legittimo domandarsi perché se ne parli così poco. La sofferenza dei cristiani perseguitati raramente occupa spazio nelle cronache dei mass media.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-da63ab9ce8f405ecc8028f32fe6056a9">La storia del cristianesimo è segnata fin dall’inizio dalla persecuzione. Gesù stesso ha preparato i suoi discepoli a questa possibilità, ricordando che il mondo non sempre accoglie il messaggio del Vangelo, anzi! Tuttavia, ciò non rende meno urgente la necessità di riconoscere e parlare delle ingiustizie subite dai credenti oggi, soprattutto quando queste avvengono in modo sistematico e prolungato.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a8881a128eb04fa6a065688d39fec4fc">Un aspetto che merita attenzione è l’atteggiamento dei cristiani perseguitati. In molte testimonianze emerge una fede vissuta con semplicità e fermezza, senza odio né desiderio di vendetta. Pur nella sofferenza, questi cristiani continuano a confidare in Dio e a cercare di vivere secondo gli insegnamenti di Cristo. La loro testimonianza è un richiamo potente per chi vive la fede in condizioni più favorevoli.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-dce0ff622f7cce99b3e43df561acf884">Esistono organizzazioni che operano per diffondere i dati e le informazioni di cui abbiamo parlato e sostenere i cristiani perseguitati.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-af75f76e884842a2c75730a8f8cae1bb"><a href="https://www.porteaperteitalia.org">https://www.porteaperteitalia.org</a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-77a38915c739f79989e4caf0cd674b40"><a href="https://www.porteaperteitalia.org">https://persecution.org/</a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5e87c9ec0a9eb0bbfa7e95958f3e301d">In queste righe, il termine “cristiani” indica persone che, in contesti diversi, si riconoscono come seguaci di Cristo, a prescindere dalla confessione di appartenenza. Al di là delle differenze dottrinali, le persecuzioni non fanno distinzioni: chi colpisce mira a chiunque si richiami al nome di Cristo. Per questo siamo invitati a riflettere e a pregare affinché siano alleviate le sofferenze di queste persone e affinché chi esercita responsabilità di governo riveda le proprie scelte, consentendo una vita dignitosa nella libertà di vivere la fede cristiana.&nbsp;&nbsp;</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd009e55a4a190e53e2ede5bfb29e1ec"><strong>Hai domande sui contenuti dell&#8217;articolo o vuoi ricevere i nostri aggiornamenti?</strong></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-2 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="mailto:info@chiesadicristoudine.it">Scrivici !</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.chiesadicristoudine.com/cosa-ne-pensate-della-persecuzione-dei-cristiani-in-diverse-parti-del-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.chiesadicristoudine.com/wp-content/uploads/2026/02/Persecuzione-dei-cristiani-Lettura.mp3" length="1795051" type="audio/mpeg" />

			</item>
	</channel>
</rss>
